Verissimo, anticipazioni della puntata del 6 e 7 novembre 2021

Verissimo, anticipazioni della puntata del 6 e 7 novembre 2021

5 Novembre 2021

Sabato 6 e domenica 7 novembre, su Canale 5, nuovo appuntamento con Verissimo, condotto da Silvia Toffanin.

Tra gli ospiti di questo weekend in compagnia di Silvia Toffanin:

  • Sabato saranno ospiti di Silvia Toffanin: Francesco RengaCarolina Crescentini, Francesca Barra  e Veronica Peparini con il compagno Andreas Muller. Infine, non per parlare di politica ma per raccontare chi e l’uomo dietro al ddl Zan sarà in studio il deputato del Pd Alessandro Zan.
  • Domenica saranno a Verissimo: il ct della Nazionale Roberto ManciniPiero BaroneIgnazio Boschetto e Gianluca Ginoble de “Il Volo”. Inoltre, si racconteranno: Iva Zanicchi protagonista di “D’Iva”, lo show di Canale 5 che celebra i 60 anni della sua strepitosa carriera e Red Canzian.

Roberto Mancini

Il C.T. della Nazionale Italiana, Roberto Mancini, ospite per la prima volta a Verissimo domenica 7 novembre, ripercorre le emozioni della vittoria dell’Europeo di quest’estate: “Nella mia carriera calcistica ho vissuto tanti momenti belli e vittoriosi ma questo ha rappresentato qualcosa di diverso perché avevamo tutta l’Italia a tifare per noi. È stato straordinario e la cosa che più ci ha fatto piacere è stato il fatto di aver fatto felici tutti quanti”. Un trionfo ancora più bello perché inaspettato e perché circondato dallo scetticismo di molti: “In pochi ci credevano, quando abbiamo cominciato tre anni fa sembrava una cosa impossibile: devo dire grazie ai ragazzi per quello che hanno fatto”.

Tra le immagini più significative dell’avventura azzurra c’è l’abbraccio con Gianluca Vialli appena dopo aver vinto la finale: Trent’anni fa, nello stesso stadio, io e Gianluca, avevamo perso una finale di Coppa dei Campioni con la Sampdoria, quindi quella notte abbiamo chiuso un cerchio nel migliore dei modi. È stato bellissimo farlo con la Nazionale. Abbiamo giocato tanti anni insieme, siamo praticamente fratelli e ci portiamo dietro ricordi indelebili.

A Silvia Toffanin che gli chiede come stia adesso Vialli che sta combattendo da anni contro un tumore al pancreas, Mancini confessa: Sta bene, è in forma e dobbiamo fare ancora tante cose insieme. Lui è forte, molto più di me. Credo che il fatto di stare insieme e di pensare al calcio, che è il nostro lavoro da sempre, lo abbia fatto stare bene. È un ragazzo forte e intelligente, è sempre stato un esempio e un punto di riferimento per tutti noi.

Alessandro Zan

Un racconto inedito, al di là del ruolo politico, che inizia ripercorrendo la sua adolescenza, un periodo delicato in cui ha preso consapevolezza del proprio orientamento sessuale: 

Ho conosciuto la paura quando mi sono reso conto, durante l’adolescenza, che l’omosessualità non era un’opzione possibile nella società in cui vivevo. Capivo che questo non era un aspetto accettato sia in famiglia che a scuola: i miei compagni facevano battute omofobe e io dovevo nascondermi”.

Ai microfoni del talk show, il deputato confessa: “Ho subito del bullismo: mi davano della femminuccia. Quando sono diventano adulto la mia mente ha rimosso le cose dolorose, ma le parole sono delle pietre che creano ferite”.

Nell’autobiografia appena pubblicata, dal titolo “Senza Paura”, Alessandro rivive uno dei momenti più sofferti della sua vita, ovvero il coming out con la famiglia: “Mia madre mi ha accolto e mi è stata molto vicina. Con mio padre, invece, è stata una tragedia. Lui è cresciuto in una famiglia particolarmente tradizionale, segnato da un’infanzia difficile e cresciuto in un contesto culturale dove l’omosessualità era considerata una malattia. Quando gliel’ho detto non ci siamo parlati per mesi”.

Un passaggio travagliato ma che, alla fine, si è dimostrato utile per ritrovare l’amore paterno: “Ho passato dei momenti difficili: ho deciso di andarmene di casa ma è stata una scelta necessaria che poi ci ha unito nuovamente. Infatti, dopo una prima reazione di rabbia, mio padre ha iniziato un suo percorso che l’ha portato ad accettarmi. Alla fine, ha cercato di rimediare e mi ha dimostrato tutto il suo sostegno, si è anche impegnato nella mia campagna elettorale”.

A Silvia Toffanin che gli chiede come viva oggi l’amore, Zan risponde: “Non ho un compagno, ma la speranza di innamorarmi e di vivere con una persona c’è sempre”. E alla domanda su quale sia il valore più importante trasmesso dalla madre, Alessandro non ha dubbi: “Mia madre mi ha trasmesso la gentilezza che nella società e in politica si vede poco”.

Una storia personale, quella di Alessandro Zan, che si è trasformata in una battaglia politica portata nelle aule parlamentati attraverso il discusso DDL da lui promosso, che ha subito nei giorni scorsi la bocciatura del Senato: “È una battaglia che devo ai tanti giovani che ci credono e che vogliono lottare per questo paese, affinché non ci siano più persone che vengano discriminate, bullizzate e fatte oggetto di violenza semplicemente per quello che sono.  Vale la pena lottare fino in fondo”.