Buoni o Cattivi, le anticipazioni sulla prima puntata “L’odio di strada”

Buoni o Cattivi, le anticipazioni sulla prima puntata “L’odio di strada”

6 Settembre 2021

Martedì 7 settembre in prima serata su Italia 1, va in onda Buoni o Cattivi, il nuovo programma di Videonews condotto da Veronica Gentili.

Nella prima puntata, dal titolo L’odio di strada, ci si concentra, senza moralismi, sulle baby gang, di italiani e di extracomunitari, sulle guerre per controllare pezzi di cittàsull’iniziazione al gruppo e a un percorso di violenza che mette in conto aggressioni, risse, vendette, finanche la morte. L’obiettivo si addentra nel sottobosco dei rituali e degli eccessi che poi finiscono nei testi della musica trap, incrociando tormenti e scelte di chi ne è uscito in tempo. Incontreremo inoltre Diana, giovane studentessa bullizzata e minacciata con un coltellino puntato alla gola. Entreremo nel mondo dei social, dove la tastiera può diventare un’arma assai pericolosa, con la testimonianza di Paolo, padre di Carolina, morta suicida a 14 anni per un suo video messo sul web a sua insaputa. Si parlerà anche di chi cerca la redenzione giorno per giorno, nella convinzione di avere un debito con il proprio destino, come il caso di un ex spacciatore, oggi impegnato nel volontariato.

Da ragazzo sono stato un malandrino… Per noi che non avevamo nessuna possibilità l’unico potere che si poteva mettere in atto era la violenza, la dominanza, sugli altri. Oggi anche la nostra compagnia sarebbe stata definita una baby gang.

L’intervista di Veronica Gentili è con Emis Killa, rapper tra i più amati dal pubblico italiano, uno che quella Milano l’ha vissuta in prima persona, ma al momento giusto ha deciso da che parte stare. Queste alcune delle sue dichiarazioni: “Il malandrino non fa musica, è impegnato a condurre un altro tipo di vita, nell’illegalità. Sono sempre stato attratto da quel mondo, un po’ pittoresco, se vogliamo, da quel tipo di vita, ma in quella vera, vedere come uno spara, sentire l’odore del sangue, è molto brutto, ti lascia il magone addosso.

Io sono stato un malandrino come lo si può essere a quell’età, quando si è molto giovani. Non ho mai avuto guai con la legge, sono stato fortunato e intelligente da abbandonare presto quel treno e capire che non mi avrebbe mai portato da nessuna parte ma ho visto molti amici finire in galera o in comunità. A quell’età senti il peso del branco, cerchi una fratellanza, un’accettazione. Io sono cresciuto in una situazione in cui non mi è mancato l’amore da parte della mia famiglia ma mi è mancato il tempo con i miei genitori quindi la mia famiglia l’ho vissuta più in strada che in casa. Mi piaceva quando vedevo arrivare quello più grande a cui nessuno diceva niente, era comunque un potere, e il potere affascina chiunque. Per noi che non avevamo nessuna possibilità l’unico potere che si poteva mettere in atto era la violenza, la dominanza, sugli altri. Oggi anche la nostra compagnia sarebbe stata definita una baby gang.