Malika Ayane, la conferenza stampa di Sanremo 2021

Malika Ayane, la conferenza stampa di Sanremo 2021

6 Marzo 2021

Malika Ayane è in gara al Festival di Sanremo 2021, con il brano Ti piaci così.

Festival di Sanremo, Malika Ayane: Premesso che io sono una di quelle che si mette a ridere quando sente dire che “saper cantare” non è più fondamentale per poter fare il cantante. Prevedendo tutti gli imprevisti tecnici, mi sono data la prioria di poter sentire bene nelle cuffie. L’assenza del pubblico da un’idea di spettacolo diversa. L’orchestra ci ascolta, e per me è stato cantare per loro, mi ha riportato in un mondo che non vedevo da tempo. Sono molto meno preoccupata, riguardavo i miei vecchi video al Festival e vedevo l’ansia di chi va sul palco per fare bene, di chi ha bisogno di sentirsi legittimato di essere sul palco. Sono rimasta colpita da La Rappresentante di Lista in particolar modo, mi piace comunque genericamente il fatto che ognuno porta se stesso, può piacere o meno. Anche i Maneskin sono riusciti a togliersi i pregiudizi che gli avevano messo adosso, hanno dimostrato di essere ciò che vogliono essere.

Lavoratori dello spettacolo, Malika Ayane: Trovo sia una proposta giusta, è bello che abbiano usato (Lo Stato Sociale) quello spazio per dare un messaggio giusto! E’ il momento di fare però, almeno ora siamo emersi, abbiamo fatto capire che ci sono.
Tutti abbiamo risentito del problema COVID, di quanto siamo figli del mondo del lavoro, bisogna mettersi in piedi per fare qualcosa, i messaggi servono ma fino ad un certo punto.

In merito al nuovo album Malifesto, Malika Ayane: Il titolo è un gioco di parole che si lega al mio nome, ma non solo. E’ un disco, proseguo dei precedenti, come se i dischi che lo hanno anticipato si fossero fusi. E’ un disco breve, dieci tracce, dal punto di vista musicale abbiamo cercato l’estetica musicale della Francia contemporanea. Un disco caldo ma con sonorità nordiche.

Eurovision, Malika Ayane: Sono un po’ come Toto Cutugno io in realtà, quindi non vincendo il Festival non potrei andarci sicuramente. Sarebbe comunque bellissimo, il mio bisogno sarebbe mescolare tante lingue.

L'”Accettazione” di se stessi, Malika Ayane: Ho fatto un lavoro lungo anni, pratico molto yoga, ho fatto un percorso di terapia. Il termine accettazione non mi piace, sembra una forma di rassegnazione, mi piace la glorificazione di se, dobbiamo amare tutto quello che succede. Dobbiamo sentirci in quello che facciamo e chi siamo.