Ermal Meta, la conferenza stampa di “Tribù urbana”

Ermal Meta, la conferenza stampa di “Tribù urbana”

25 Febbraio 2021

Ermal Meta, in gara al Festival di Sanremo 2021 con il brano Un milione di cosa da dirti, sarà nei negozi dal 12 marzo con il nuovo album di inediti Tribù urbana.

Il brano Un milione di cosa da dirti: E’ una canzone d’amore verticale, cerca di salire. Nella canzone non ho voluto usare dei nomi propri, per non confinare in dei nomi la storia che vado a raccontare, quindi ho usato due figure come Sonagli e Fanale. E’ una canzone semplicissima e non ho mai portato una ballad sul palco del Festival di Sanremo.

Il videoclip di No Satisfaction: Ho cominciato a curare di più l’aspetto dei video, credevo fosse più accessorio, poi ho capito che in realità ha raggiunto ancora più valore e significato.

Per quanto riguarda la scelta della cover di Caruso di Lucio Dalla: Ho scelto la cosa che tutti mi sconsigliavano di fare, la canto in un giorno particolare, il 4 marzo giorno di nascita di Lucio Dalla. Mi voglio misurare con questo brano. Un giorno mi sono messo al pianoforte e ho registrato una tape di Caruso, l’ho mandata a Diego Calvetti e gli ho chiesto un’arrangiamento degno di questo brano, suggerendogli che avrei voluto farla con dei mandolini di Napoli, da lui è nata l’idea di includere la Napoli Mandolin Orchestra.

La partecipazione al Festival di Sanremo 2021: Non arrivo al Festival con il desiderio di vincere, il mio unico desiderio è fare musica dal vivo, e questa è oggettivamente l’unico palco al momento che te lo permette. Cercherò di salire sul palco, cantare al meglio e di emozionare chi mi ascolta, questa è l’unica cosa che voglio dire durante questo Sanremo.

A proposito del suo nuovo album Tribù urbana, nei negozi dal 12 marzo, Ermal Meta racconta: Nel disco ho conservato tratti classici come in Un milione di cose da dirti, in altri casi ho deviato e sono uscito dal mio genere. Ho pensato di inserire una collaborazione, che ad oggi non è presente, ma ci sarà, è nata in una camera, in modo spontanea con un amico, non amo i featuring buttati lì per fare hype! Non posso dire di più ad oggi in merito. Ho pensato di portare Stelle cadenti a Sanremo. Il titolo è nato a conclusione del disco, gli esseri umani da sempre tendono a formare delle tribù, siano esse formate da capanne o intere città, il termine tribù indica un collegamento tra persone.

Live tour: Ho molta voglia di portare questo disco in live, l’album è stato scritto immaginando di essere una parte del pubblico, nella platea. Gran parte delle persone che vanno ai live, hanno il desiderio di andare ai concerti per cantare. Ho scritto canzoni cantabili in questo progetto, perché avevo il desiderio di far cantare a squarciagola.

In merito al brano Nina e Sara: Nina e Sara è un brano ambientato nell’87, basata su una mia storia personale. A sedici anni avevo una fidanzata, era molto strana, io vedevo un’anima in pena, poi finì e dopo due o tre anni l’ho ritrovata fidanzata e felice con una ragazza. Aveva tutta questa rabbia interiore, si faceva male da sola emotivamente.

A proposito di Gli Invisibili: Mi sentivo invisibile quando sentivo cantanti, che interpretavano i pezzi scritti da me, raccontando storie e aneddoti su come fossero nati i brani quando in realità li avevo scritti io e loro non sapevano nulla sul come fossero realmente nati. Da li è nata la mia necessità di interpretare brani scritti da me.