Renato Zero, track by track del nuovo album “Zerosettanta – Volume tre”

Renato Zero, track by track del nuovo album “Zerosettanta – Volume tre”

23 Settembre 2020

Esce il 30 settembre Zerosettanta – Volume tre, il primo dei tre dischi che Renato Zero, 50 milioni di album venduti all’attivo, ha deciso di regalare e regalarsi per il suo compleanno. 

Volume tre si apre con Il linguaggio della Terra, un brano dove il cantautorato è traslato ai suoi massimi livelli: l’Orchestra Italiana del Cinema, i cui arrangiamenti sono scritti e diretti dal Maestro Adriano Pennino, accompagna in maniera maestosa un testo che racconta di quanto sia prezioso vivere in sintonia con il mondo e che è magistralmente sorretto da pianoforte ed archi. L’Angelo Ferito, primo singolo estratto dal disco ed uscito il 18 settembre, aumenta il ritmo, sfidando “la gravità e le convenzioni” in difesa del proprio spazio vitale; nel videoclip, per la regia di Roberto Cenci – assistente alla regia Cristian Di Mattia – , va in scena proprio l’arringa di Renato Zero ad una folla di manichini omologati, muniti di mascherina e con indosso i suoi storici abiti di scena. Protagonista della clip, Zero siede su un trono decorato con ali d’angelo dal quale osserva il suo pubblico inanimato, per arrivare poi a danzare tra i manichini, in un gioco di nuance al contempo rétro e futuristiche. Con Come Fai si torna ad un racconto epico, potente, in difesa della verità, da cui emerge chiara tutta la forza comunicativa di Renato Zero. Poca Vita è una ballad che inizia sommessa e acustica a mo’ di filastrocca e che esplode scanzonata e potente nel ritornello, invitando a non lasciare che il proprio senso critico sia scombinato dalla nostalgia di un tempo ormai passato. Il disco prosegue con Stai Giù, un evidente richiamo pop all’azione, combattiva e coraggiosa, di non piegarsi a talune dinamiche a discapito della propria genuinità o coerenza. Se il brano precedente chiedeva come poter resistere a certi attacchi, Più Amore, la ballad che segue e che porta scritta la firma riconoscibilissima di Zero, è forse la risposta: è l’amore “la palestra più specifica dove confrontarsi”. Chiedi Scusa segue invece il filone del pop-folk molto ritmato, dall’atmosfera colorata, in cui si affronta un tema importante: quello del rispetto delle risorse che la Natura mette a nostra disposizione. Più complesso è il percorso seguito dal brano successivo, E’ l’età: una ballad che è una preghiera, toccante e decisa: “fa che sia l’amore a vincere sulla follia / questo mondo sta morendo senza una carezza / questa vita è una sola esagerata e nostra”. Dalle note gravi si passa al pop cristallino di Innamorato di Me, una dedica appassionata e spassionata a sé stessi, a quel culto mai troppo praticato dell’amor proprio, spesso confuso e giudicato come mero egoismo, che Zero invita invece ad attuare con dovizia e seria leggerezza perché “dopo tanto su e giù, chi ti ama di più alla fine sei tu”. Sognando Sognando contiene coloratissimi richiami agli anni 80: si percepisce molto forte anche qui l’anima di Renato Zero, la sua ironia, e tutta la forza comunicativa delle sue ariose metafore. Si torna alla ballad, diretta e toccante, con Gli Ultimi, che detona con una partenza epica.  “Contagiamoci di luce e meraviglia” e in questa luce e in questa meraviglia si viene accompagnati verso il brano che chiude questo primo, intensissimo capitolo del nuovo progetto di Renato Zero: Seduto sulla Luna, un brano struggente ed emozionante che si appoggia lieve ma grave su un pianoforte. Un cerchio simbolico che si chiude laddove è iniziato; anche qui infatti l’Orchestra Italiana del Cinema, diretta dal Maestro Adriano Pennino, accompagna sontuosamente un ritratto molto intimo: quello di un Pierrot, di un artista contemplativo e visionario allo stesso tempo che, seduto sulla Luna, non ha mai smesso di sognare.