INTERVISTA Mille: “Le canzoni che scrivo sono la trascrizione di quello che mi succede”

INTERVISTA Mille: “Le canzoni che scrivo sono la trascrizione di quello che mi succede”

22 Aprile 2020

E’ disponibile su YouTube il videoclip ufficiale di Animali, ultimo singolo di Mille già pubblicato su tutte le piattaforme digitali. Il video è inoltre inserito nella nota playlist YouTube Novità Indie Italiano, curata da VEVO.

Animali, perché questo siamo. Ci si annusa e ci si riconosce, a prescindere dal tempo e da quello che accade intorno, con l’augurio di ritrovare la meraviglia di un sentimento anche
dopo una vita. Attraverso il suo ultimo singolo Elisa Pucci, in arte Mille, mira a comprendere maggiormente se stessa, trovando il punto di connessione tra ciò che è e ciò che desidera.

Più il futuro spaventa e più si avverte il bisogno di codificarlo, quantomeno prevederlo. Ma se penso alle canzoni, e a quello che scrivo, credo che abbiano a che fare con la scia dell’entusiasmo, con l’istinto e con la mia faccia. Non andrei mai in disaccordo con queste tre cose. Per questo ho scelto “Animali” come primo singolo e ho voluto che il videoclip fosse pubblicato in questo periodo in cui l’entusiasmo è fondamentale: i bar sono chiusi per adesso, pensiamo a questi luoghi con malinconia, ma riapriranno e torneremo alla vita di tutti i giorni governata dall’eterna lotta tra istinto e ragione; siamo animali abituali. – Mille

È proprio sulla scia di questa interpretazione che è stato strutturato il videoclip di Animali, nel quale la sequenza di immagini è ambientata ed incentrata su un bar che ha conservato intatta la bellezza del primo giorno in cui è stato aperto, negli anni Ottanta. Non è cambiato nulla, si sono solamente aggiunti gli anni nel tempo, come è successo all’amore raccontato nella canzone.

Intervista

1. Cantautrice nata nella provincia di Roma e milanese d’adozione, all’anagrafe Elisa Pucci. Chi è Mille?

E’ la somma di queste aree geografiche, che sono state vere e proprie culle morbide, ma anche campi di battaglia,ovvero le scenografie delle catastrofi raccontate nelle canzoni.

2. Vieni descritta come una ragazza dal carattere forte. Nella tua scrittura trasponi parte del tuo carattere? Quanto c’è di tuo in ciò che scrivi e interpreti?

Probabilmente chi ascolta le mie canzoni viene a conoscenza di tante cose di me, quasi quanto fa la mia psicoterapeuta. Le canzoni che scrivo sono la trascrizione para para di quello che mi succede o di come vivo le storie che ascolto,  e mi sono d’aiuto perché il carattere si è rafforzato nel tempo, ma io non sono forte per niente, sono solo allenata.

3. Curiosa la storia relativa alla tua partecipazione allo Zecchino d’Oro. Ti va di raccontarcela?

Mi fa sorridere ripensarci, ripensare a quella bambina che aveva capito il concetto di “esigenza” così piccola. A scuola avevano distribuito le cartoline per partecipare alle selezioni dello Zecchino d’Oro organizzate da una società che produceva enciclopedie. Ho sottoposto il modulo a mio padre, il quale distrattamente aveva negato il consenso perché non intenzionato a fare nessun acquisto. Io avevo capito che quel logo era solo un logo e che la firma serviva esclusivamente per partecipare al provino. Firmai io, con il nome di mio padre. Lui non è rimasto sorpreso quando mi hanno convocato alla prima prova.

4. Parte del pubblico ti ha conosciuta grazie all’esperienza a XFactor 9 con la band Moseek. Che tipo di esperienza è stata? La rifaresti?

Esperienza divertente, formativa, utile, e sono felice di averla fatta. Non è solo il contesto che determina il risultato, è anche e soprattutto il modo in cui si affrontano le cose: ero convinta che la partecipazione a xFactor fosse un mezzo per poter fare musica e non l’obiettivo finale. Questa consapevolezza mi ha aiutata a prendere tutto il buono possibile e di iniziare a fare della mia passione, il mio lavoro.

5. Da poche settimane è disponibile il tuo singolo d’esordio da solista “Animali”. Qual è il concetto che vorresti che arrivasse al pubblico con questo brano?

Lascio le canzoni nelle mani e orecchie di chi ascolta, affinché ognuno ci veda quello che vuole. Mi hanno chiesto se avessi scritto questa canzone in questi giorni, perché si legge un po’ il senso di finitezza e si intravede una gabbia. L’ho scritta molto prima. Non mi auguro che arrivi al pubblico quello che ci ho visto io scrivendola, mi auguro solo che ci sia qualcuno che voglia ascoltare per vederci, attraverso le parole,  la propria personale storia.

6. Quali sono i prossimi passi del tuo percorso da solista?

Le pareti bianche della mia camera sanno a memoria tutte le canzoni che ho scritto. E’ ora di porre fine a questa esclusiva.