INTERVISTA Marian Trapassi: “In “Siamo con siamo” parlo del giudizio, anzi del pregiudizio”

INTERVISTA Marian Trapassi: “In “Siamo con siamo” parlo del giudizio, anzi del pregiudizio”

17 Aprile 2020

Da giovedì 16 gennaio, è online il video di Siamo come siamo, il singolo della cantautrice Marian Trapassi estratto dal suo ultimo album di inediti Bianco.

Il giovane regista palermitano Alessandro Cracolici ricrea in questo video il teatro della vita, e dipinge un ritratto perfetto di come ai giorni nostri la gente sia sempre pronta a giudicare chi si trova intorno. Questo tema emerge nel momento in cui Marian Trapassi si muove tra i vari personaggi: burattini, acrobati circensi e varie figure animate che si aggirano nel grande scenario dell’esistenza umana; alcuni di loro sono legati a dei fili, altri sono liberi di muoversi, sfidare la legge di gravità e fare numeri di grande abilità.

Intervista

1. Siciliana d’origine e cittadina del mondo per scelta, chi è Marian Trapassi?

Sono passati tanti anni da quando ho lasciato Palermo, la mia città, in tutto questo tempo ho inseguito il mio desiderio di fare musica e di scrivere canzoni. Ho cambiato molte volte casa e città, e adesso da un po’ di anni vivo a Milano. Città che adoro e che mi ha dato tanto. Il mio primo album “Sogno verde” è uscito nel 2002 e l’ultimo, “Bianco “, nel 2019, in totale ho pubblicato cinque album. Il mio modo di scrivere è cresciuto e si è evoluto con me.

2. Dal 2002 ad oggi, una carriera piena di grandi esperienze e successi. Raccontaci i momenti che più hanno caratterizzato questi 18 anni di carriera.

Sono molti i momenti belli, anzi, direi che sono il motore per andare avanti. Un bel ricordo è sicuramente quando ho vinto il premio Ciampi nel 2004, salire su un grande palco con grandi artisti come Jannacci, Nada e conoscere Ashley Hutchings ,leader dello storico gruppo dei Fairport Convention. Quest’ultimo mi ha poi invitato a cantare nel suo album My Land is Yor Land. Anche le registrazioni di quel disco sono un bellissimo ricordo. Altri bei momenti sono le belle partecipazioni ai festival all’estero, e più in generale ogni volta che salgo su un palco, grande o piccolo che sia, cerco di far si che si trasformi in un bel ricordo.

3. Dal 16 gennaio, è online il video di “Siamo come siamo”, brano in cui racconti di come l’essere umano, risulta essere tutto e niente e dimentica che per essere davvero felice bisogna essere principalmente se stesso.

Questo brano parla del giudizio, anzi del pregiudizio. L’essere umano è portato , in un meccanismo quasi istintivo, a dare continuamente giudizi sugli altri. Quasi senza rendercene conto influenziamo le opinioni di noi stessi e degli altri. E’ come se tutti noi esistessimo attraverso gli occhi degli altri. Sospendere il giudizio, certo non è facile, ma riflettere prima di giudicare questo , in un mondo perfetto, sarebbe l’ideale. Riusciremo mai ad avere questa ingenuità o purezza nello sguardo?  , non so… ma esserne consapevoli è già tanto. Infondo “Siamo come siamo… J“

4. E’ di recente pubblicazione anche il videoclip di “Mio padre”, definito come il più intimo e autobiografico del tuo ultimo album “Bianco”. Il videoclip è nato dal desiderio del giovane regista Alessandro Cracolici, già alla terza collaborazione con te. Da dove è nato il vostro sodalizio artistico?

Alessandro, è un ragazzo molto talentuoso, ha solo vent’anni e ha già dimostrato di avere delle ottime idee, mi è stato presentato da amici di Palermo, anche lui infatti è palermitano, il primo video che ha realizzto per me è stato “Blu”, poi” Siamo come Siamo” e infine “Mio Padre”, gli ho dato fiducia e sono molto contenta del risultato. Fra noi c’è molta sintonia e stima reciproca. Credo che sia un ottima base per lavorare insieme. L’ultimo video, Mio Padre, è nato da una sua idea, il brano è molto intimo e privato, ed Alessandro è riuscito a creare un piccolo cortometraggio valorizzando molto  il testo e l’andamento del brano.

5. Hai dichiarato che “Tutti noi istintivamente diamo continuamente dei giudizi sugli altri senza neanche rendercene conto”, secondo te, la situazione attuale che ci ha reso tutti “prigionieri” ma allo stesso tempo “posti allo stesso livello”, aiuterà a sventare questo pregiudizio insito nella società? Ci cambierà davvero?

Quello che il mondo sta vivendo è un’ esperienza talmente inedita e sconosciuta che cambierà totalmente il nostro modo di vivere. Per chi la saprà cogliere potrebbe essere un’occasione per fare pulizia di tanti comportamenti che stavano portando l’umanità verso direzioni dettate solo dal consumismo e da un’omologazione del pensiero preoccupante. Mi auguro di vero cuore che tutti i valori che in questo momento ci siamo ritrovati, come: la solidarietà, la condivisione, l’amore per gli altri, per la famiglia , gli amici, la propria terra, solo per citarne alcuni, e l’essere consapevoli di essere tutti collegati, e in qualche modo tutti uguali di fronte allo stesso pericolo, ci induca ad impostare la società diversamente, con più attenzione ai veri bisogni autentici dell’uomo nel rispetto della natura e del prossimo.