Pearl Jam, la recensione del nuovo album “Gigaton”

Pearl Jam, la recensione del nuovo album “Gigaton”

16 Aprile 2020

Da venerdì 27 marzo, è disponibile ovunque Gigaton, il nuovo attesissimo album dei Pearl Jam (Universal Music/Island Records).

A distanza di quasi sette anni dalla pubblicazione di Ligthing bolt, vincitore di un Grammy Award nel 2013, i Pearl Jam tornano con un album, considerato fin dall’esordio come uno dei migliori della band, per alcuni rappresenta il culmine dell’evoluzione stilistica della band. Questi sette anni sono stati anni molto frenetici per i Pearl Jam, che infatti non si sono mai fermati con il loro tour, che avrebbe dovuto riprendere quest’estate in Europa, ma che a causa della pandemia è stato rimandato di un anno.

QUI le date del tour italiano

Anticipato dai singoli Dance of the Clairvoyants, Superblood Wolfmoon e da Quick Escape, uscito lo scorso 25 marzo, Gigaton, è composto da dodici brani prodotti da Josh Evans, che aveva già collaborato con i Pearl Jam nello scorso album in studio, e dalla stessa band. L’album rappresenta una rinascita, un tripudio di contaminazioni, dai momenti di catarsi alimentata dalla chitarra come in Who Ever Said, attraverso la gelida assoluzione di River Cross, i testi, i riff e i ritmi trasmettono un messaggio di speranza, che culmina con le ultime parole di Eddie VedderHere and now, won’t hold us down, share the light, won’t hold us down”. L’album è il giusto tributo a una carriera trentennale di live della band e dopo undici album in studio, e conferisce se possibile ancora più stima e affetto da parte del pubblico.