INTERVISTA Cristiano Turato: “con “Follia” cerco di ristabilire il legame semplice con la vita”

INTERVISTA Cristiano Turato: “con “Follia” cerco di ristabilire il legame semplice con la vita”

27 Marzo 2020

L’ex voce dei Nomadi, Cristiano Turato torna sulle scene con un nuovo progetto discografico! Il 10 aprile esce il nuovo album di inediti, La Festa, anticipato dai due singoli Atlantide e Follia. Il disco sarà disponibile in tutti i negozi, in digital download e sulle piattaforme streaming.

La festa è un album composto da dieci brani inediti in cui il cantautore rivive i momenti più importanti della sua vita analizzando le scelte compiute nel corso degli anni, senza rinnegare nulla.

Nei brani si legge la volontà di mettere a nudo le mie fragilità, le domande e i dubbi di una vita intensa, vissuta fin da subito per le strade, nei cortili delle chiese e nei bar del paese: da qui “La festa” – dichiara Cristiano Turato Ho avuto la pretesa di ridipingere la mia anima, svestendola delle proprie certezze, trovando qualche spunto ironico per irridere vecchie pose, frantumatesi nel corso della mia vita.

Scritto e prodotto dallo stesso Cristiano Turato insieme a Alberto Roveroni e Francesco Pisana per la produzione esecutiva di La festa, il disco si avvale delle collaborazioni importanti di Carlo Kaneba (per il monologo in siciliano presente nel brano La festa), Max Greco, Daniel Bestonzo e Francesco Pisana. La Festa è stato registrato e mixato da Alberto Roveroni presso Le Park-Milano e masterizzato da Pietro Caramelli presso gli studi Energy Mastering e LePark-Milano.

Intervista

1, Ex voce dei Nomadi, arrangiatore e cantautore. Chi è Cristiano Turato?

Un sognatore e indocile pensatore che ama la semplicità della vita e il cui desiderio più alto è quello di tradurre le proprie emozioni in parole e musica. Un uomo che ama il significato del termine “sine die”, la visione di un percorso che non finisce mai.

2. Il tuo percorso artistico comincia dall’infanzia, si può dire. Fondatore di tantissimi progetti di produzione. Da dove nasce il tuo orientamento verso la musica elettronica?

Dalla mia esperienza in studio di registrazione con l’amico produttore Alberto Roveroni. Ventenne lavorai nell’allora “Fabbrica del suono” , piccolo studio di respirazione di Alberto, come assistente di studio e arrangiatore. Un’esperienza davvero illuminante.

3. Dal 2012 al 2017 hai fatto parte dei Nomadi. Cosa ti ha avvicinato a loro in origine e come ti sei approcciato ad una band di grande popolarità come questa?

Arrivavo da un bellissimo periodo in cui giravo per l’Italia con un progetto di rock elettronico Madaleine. Il chitarrista dei Nomadi ascoltò una demo prodotta dal sottoscritto con Madaleine e poco dopo venni chiamato per partecipare a dei provini. Venni scelto e cominciò il mio percorso con loro.

4. A fine 2019 sei entrato a far parte della squadra Warner Germany. Che cosa porterai del tuo background in questa esperienza?

Lavorare come autore fuori dai confini nazionali è molto più facile perché la cultura musicale non è schiava di retaggi, parentalato e nepotismo. Se sei un creativo e hai buone idee, vieni giudicato per il tuo prodotto e non per il tuo cv. Per questa esperienza devo ringraziare Francesco Pisana, amico produttore con cui collaboro attualmente.

5. Lo scorso anno è stato pubblicato un tuo nuovo singolo “Atlantide”, che ha collezionato oltre 1,5 milioni di ascolti e una certificazione oro in Brasile. Cosa racconti in questo brano?

Atlantide” è la forza che ogni uomo ha in sé. Una forza invisibile che attraversa ogni fibra del nostro corpo e dona luce alla nostra anima. Da milioni di anni vive nel nostro profondo, a volte purtroppo capita di dimenticarla o peggio di imprigionarla rischiando di perdere il nostro centro.

6. “Atlantide”, così come “Follia”, ha anticipato la pubblicazione del tuo nuovo album “La Festa”, album che conterrà ben dieci brani inediti in cui ripercorrerai i momenti più importanti della tua vita. Da dove nasce l’esigenza di dover fare una sorta di resoconto della tua vita in musica?

Nel tempo della comunicazione digitale, io la definisco da “coitus interruptus” – passatemi il termine – dove tutto è veloce, complicato e nevrotico, io cerco di ristabilire il legame semplice con la vita. Una vita che si mostra nella realtà dei fatti, come una madre con un figlio, i quali vivono ogni emozione insieme e accettano il proprio cammino sorridendo, nonostante tutto.