Francesca Michielin, la recensione del nuovo album “FEAT”

Francesca Michielin, la recensione del nuovo album “FEAT”

12 Marzo 2020

Dal 13 marzo è disponibile su tutte le piattaforme digital e in streaming FEAT, il nuovo album di inediti di Francesca Michielin, pubblicato per Sony Music Italy.

Quattro album, nove anni di carriera e quasi un milione di copie certificate, Francesca Michielin è ufficialmente tornata con un progetto ambizioso, unico nel suo genere e collaborativo. Una raccolta di storie, di voci, di esperienze che Francesca ha voluto raccontare all’interno di FEAT, accompagnata da collaborazioni con i nomi più importanti e interessanti del panorama musicale italiano contemporaneo. FEAT viene definito dalla stessa cantautrice come un “lavoro impegnativo ed ambizioso, fatto di incontri e paralleli, tesi a creare qualcosa che non avevo mai fatto prima, una storia di contrasto e unione, tra quei due mondi, Natura e Urban, che mi lasciano da sempre divisa e in bilico ma che mai come oggi mi appartengono”.

All’interno dell’album, composto da undici tracce, troviamo il primo singolo proposto al pubblico, Cheyenne, e i già noti Gange, Monolocale e Riserva Naturale, presentati durante le tre serate live che hanno anticipato la pubblicazione del progetto. Oltre ai brani già editi sono presenti collaborazioni molto importanti e per certi versi inaspettate, come quella con Gemitaiz in Sposerò un albero, che apparentemente sembra una coppia improbabile e invece, sono stati in grado di creare un connubio che funziona, in un brano new-reggae che racconta la figura di una donna libera dai pregiudizi e dalle imposizioni che la società riversa su di essa, una sorta di inno alla libertà. Stupisce anche il feat con Fred de Palma che, affiancati da un autore di tutto rispetto come Tommaso Paradiso e da una produzione d’eccellenza come quella del duo Takagi e Ketra, portano a casa un pezzone. Dopo tanti anni dall’ultima collaborazione tornano insieme Francesca ed Elisa, quella che possiamo definire la sua madrina artistica, dato che scrisse per lei Distratto e molti dei brani che composero il suo primo album, che affiancate dalla produzione di Dardust propongono un brano dal sapore nord-europeo, location che identifica nell’immaginario collettivo quell’apparente freddezza delle persone che vi abitano. Particolari anche i brani Le vie ensemble feat. Max Gazzè e Star Trek feat. Carl Brave.

Francesca Michielin

Di FEAT non si può certo dire che sia un progetto realizzato facilmente, anche solo per pianificare un disco di questa entità ci sarà davvero voluto molto impegno. A priori tutti avrebbero potuto pensare che fosse un pò un calderone di tante sonorità, stili ecc “Eppure… non è così”, citando un celebre tweet di Laura Pausini, infatti ammetto di aver avuto qualche perplessità, da estimatrice della prima ora di Francesca. All’annuncio di questo album, che venne presentato come un progetto composto completamente da collaborazioni, avevo quasi il timore che ricadesse, per l’opinione comune, in quel giochino di qualche anno fa in cui Francesca veniva considerata unicamente come “quella che fa i feat. con Fedez“, cosa che ha ampiamente oltrepassato, per quanto sicuramente abbia caratterizzato un pezzo fondamentale della sua carriera.

Al netto delle considerazioni fatte a priori, in FEAT troviamo una Francesca Michielin davvero cresciuta, con una consapevolezza maggiore, una specie di sequel di quello che ci aveva anticipato con 2640. Per quanto possa sembrare paradossale, ritengo che questo album sia molto più complesso da trasmettere al pubblico, è davvero un salto nel vuoto, perché contiene tantissimi colori diversi e potrebbe davvero stupire o disorientare l’ascoltatore, ma sarà il tempo a dirlo. Al di la di fantomatici pronostici che si possono azzardare, così anche per gioco, FEAT ha davvero molto da raccontare. Sarà che Francesca si è messa davvero a nudo, raccontando se stessa o comunque tematiche molto vicine a lei, sarà anche che insieme a lei hanno collaborato artisti di grandissimo spessore, dai feat. agli autori e produttori, oltre ai precedentemente nominati Tommaso Paradiso, Takagi e Ketra, Dardust, Charlie Charles, Maneskin, Frenetik&Orang3, Zampaglione, Ferraguzzo, Mahmood, ecc ma questo nuovo progetto è davvero molto convincente.