Francesco Gabbani, track by track del nuovo album “Viceversa”

Francesco Gabbani, track by track del nuovo album “Viceversa”

10 Febbraio 2020

A distanza di tre anni da Magellano (BMG), Francesco Gabbani torna con un nuovo album Viceversa che uscirà il 14 febbraio per BMG.

Un inno alla condivisione e all’abbandono dell’individualismo. E’ questo il filo conduttore che Francesco Gabbani ha cucito addosso al suo nuovo album, che rappresenta il tentativo di interpretare il complesso rapporto tra l’individuo e la collettività, perno fondamentale nell’esistenza di ognuno di noi.  A differenza del precedente album, in cui comun denominatore tra i vari brani era il viaggio, in Viceversa l’artista preferisce lasciare ampio spazio all’interpretazione soggettiva di chi ascolta. Ogni brano diventa così l’occasione per mettersi in discussione e decifrare il proprio equilibrio all’interno della società: “Chi sono io? Come mi vedono gli altri?”.

Ecco quindi che questi interrogativi diventano un percorso, ma non certo a senso unico, bensì di andata e  di ritorno: un’osservazione che prima è interiore, poi si rivolge verso la collettività. O viceversa.

Track By Track

Einstein

Non a caso, è il brano d’apertura dell’album, con cui l’artista racconta di sé, alla ricerca di un “io” non ancora del tutto trovato. Nasce quindi un dialogo immaginario tra il cantautore e Albert Einstein, padre della teoria della relatività, che invita proprio a tener sempre presente un presupposto fondamentale: tutto è relativo. Ne deriva così l’importanza del mettersi costantemente in discussione, nella percezione di sé e di come si viene visti, continuando nel contempo ad osservare la società e i risvolti politici che la influenzano. 

Il sudore ci appiccica

Con un sound coinvolgente, capace di rievocare tutta l’energia della vera disco-music, il pezzo fa incursione nel mondo dell’etica, puntando il dito sugli eccessi dell’individualismo, in un mondo dove tutti appartengono apparentemente ad una grande famiglia connessa, ma dove tutti si detestano almeno un po’. Ecco quindi che ci si incontra e ci si scontra, tra chi ruba e chi prova a fregarti in perfetto Italian-style. Un antidoto, però, c’è: il sudore, che si trasforma in un collante, che ci appiccica nella fatica e nella difficoltà, così come nel divertimento; trasformandosi, infine, nel siero della condivisione collettiva.

Viceversa

La canzone è stata scelta da Francesco Gabbani per partecipare al Settantesimo Festival di Sanremo e tratta l’individualismo e la collettività dal punto di vista sentimentale. Parte da un’analisi della dimensione sentimentale, ma suggerisce un valore universale, ossia che l’amore compie il suo significato più alto nel momento stesso in cui prevede un dare e un ricevere. Offrire sentimento, goderne e viceversa. L’amore raccontato nel testo non è solo quello all’interno della coppia, ma contempla l’insieme di tutto ciò che regala emozioni, come può essere un’amicizia, il rapporto speciale con il proprio animale domestico o il vivere in armonia con la natura. “Viceversa” rappresenta a pieno il senso della condivisione e una presa di distanze dall’individualismo esasperato.

Cinesi

Il titolo non è esplicativo del significato della canzone, ma rappresenta giusto l’istantanea di uno dei vari concetti raccontati a chi ascolta. Fondamentalmente la canzone non dà una risposta, ma pone una domanda: ma che fretta c’è? Ed è un quesito riflessivo e l’artista se lo pone durante l’ideale viaggio quotidiano assieme a qualcuno d’importante, come un compagno, un amico o un familiare. Si rincorre così un caleidoscopio di idee, come le mode che vanno e vengono o come le ideologie sorpassate, che tornano moderne. Il tutto avviene in modo frenetico, dove l’assaggiare la portata successiva diventa ossessivamente più importante che gustare ciò che abbiamo già nel piatto. Se anche lo splendore di un fiore è destinato ad appassire, forse varrebbe davvero la pena di rallentare ed imparare ad assaporare l’attimo attuale, prima che diventi un ricordo.

Shambola

Quanto era importante la condivisione per Adamo, che arrivò perfino a dare una costola per creare Eva? Con un coinvolgente ritmo dal sapore latino, il cantautore racconta gli equilibri necessari a portare avanti un rapporto di coppia, pur tra illuminazioni e lati oscuri. Nell’intercapedine che c’è tra il detto e il mai confessato, tra la concessione e il compromesso, proliferano sentimento e complicità, che diventano la linfa vitale di un rapporto capace di andare al di là del tempo e dello spazio. Quando si ottiene questa preziosa alchimia, allora è “Shambola”, che in questo caso rappresenta un’esternazione gioiosa di successo (tipo “Eureka”, “Urrà”, o simili…).

Duemiladiciannove

“Io comunque resto qui, dietro a quello che si vede”. E’ una strofa contenuta nel testo, che suggerisce di non limitarsi a ciò che è in superficie o si percepisce a primo acchito, ma a scendere più in profondità. Solo così c’è la possibilità di scoprire quello che sono davvero gli individui che abbiamo accanto. “Duemiladiciannove” è inoltre un brano che, come la traccia d’apertura, invita ad approcciarsi all’analisi del mondo con il presupposto che tutto è relativo e tutto è in divenire. Ripercorre così l’anno appena concluso e getta un fascio di luce anche sul fondamentale concetto di equilibrio “tra il sublime e il verme”, ovvero tra l’aulico dello spirito e la carne nel suo livello più infimo.

E’ un’altra cosa

In questo testo, dal ritmo vivace e coinvolgente, il cantautore racconta come nel tessuto sociale, cucito da retaggi culturali standardizzati (ove talvolta è difficile ritrovarsi singolarmente), la soluzione non possa essere la fuga, bensì l’accettazione e il conseguente cambio di prospettiva nell’osservare le cose. La naturale sinergia che si crea tra due persone che sentimentalmente, passionalmente, amichevolmente ed intellettualmente condividono un punto di vista differente da quello comune e socialmente accettato è, per l’appunto, un’altra cosa.

Bomba pacifista

E’ una canzone “visionaria”, che già nel titolo si presenta come un ossimoro. Suggerisce che la vera rivoluzione del singolo e della società potrebbe essere quella di trasformare quelle caratteristiche che tendenzialmente consideriamo delle debolezze, in punti di forza. Ecco quindi che la compassione, la gentilezza, la tolleranza, la comprensione, la timidezza o la tenerezza possono diventare scintille (o vere e proprie armi pacifiste) da condividere con gli altri come un’offerta, per porsi per ciò che si è, ma soprattutto per contrastare il cinismo del mondo individualista. Senza né filtri, né timori.  

Cancellami

E’ il brano di chiusura dell’album, con cui l’artista sceglie di raccontare la fine di un rapporto d’amore con un imperativo: “Cancellami”. Ma a dispetto di ciò che sembra apparentemente, quell’ordine è la richiesta di essere cancellato dalla vita del partner, non per voler essere dimenticato, bensì per evitare che i ricordi possano diventare una dolorosa zavorra con cui convivere. E’ quindi un estremo atto di condivisione e di generosità, che celebra così la ricchezza che ogni storia d’amore può comunque lasciare: l’importanza di essere vissuta fino in fondo.