Levante, in gara al Festival di Sanremo con il brano “Tikibombom”

Levante, in gara al Festival di Sanremo con il brano “Tikibombom”

20 Gennaio 2020

Per la prima volta al Festival di Sanremo, Levante, la cantautrice del nuovo pop italiano, presenta il brano Tikibombom scritto da lei e prodotto da Antonio Filippelli.

“Tikibombom” è il ritmo sul quale non ballano le persone che descrivo nel brano – racconta Levante – È una lettera scritta di getto a quattro persone che mi piacciono e che spesso non vengono comprese. 

Nella prima strofa ho raccontato loro che impressione mi fa guardarli, nella seconda strofa come appaiono agli occhi di molti. Nei ritornelli li ho rassicurati dicendo loro che la diversità è ricchezza, seppur ultimi a volte, consapevoli di essere vento e mai bandiera. Un canto d’inclusione, un canto per gente libera. Questa canzone parla a tutti, a tutti quelli che hanno qualcosa di speciale da difendere e a tutti quelli che non hanno capito d’avere qualcosa di speciale da difendere”.

Questo nuovo brano si inserisce perfettamente in Magmamemoria MMXX, l’edizione speciale dell’album di inediti uscito ad ottobre e che, nella nuova versione, in uscita il 7 febbraio, conterrà 31 brani in un doppio cd tra cui Tikibombom, 4 bonus track e Magmamemoria live registrato durante lo straordinario concerto tenutosi per la prima volta al Mediolanum Forum di Milano lo scorso novembre: un viaggio nel tempo tra passato, presente e futuro.

Autori “Tikibombom”

Levante

Testo “Tikibombom”

Ciao tu, animale stanco
Sei rimasto da solo
Non segui il branco
Balli il tango mentre tutto il mondo
Muove il fianco sopra un tempo che fa
Tikibombombom
Hey tu, anima indifesa
Conti tutte le volte in cui ti sei arresa
Stesa al filo teso delle altre opinioni
Ti agiti nel vento
Di chi non ha emozioni
Mai più, è meglio soli che accompagnati
Da anime senza sogni pronte a portarti con sé, giù con sé.
Laggiù, tra cani e porci,
Figli di un Dio minore pronti a colpirci
Per portarci giù con sé, giù con sé.
Noi, siamo luci di un’altra città
Siamo il vento e non la bandiera, siamo noi.
Noi, siamo gli ultimi della fila
Siamo terre mai viste prima, solo noi
Ciao tu, freak della classe
“Femminuccia” vestito con quegli strass
Prova a fare il maschio
Ti prego insisto
Fatti il segno della croce e poi
Rinuncia a Mefisto
Hey tu, anima in rivolta
Questa vita di te non si è mai accorta
Colta di sorpresa, troppo colta
Troppo assorta, quella gonna è corta
Mai più, è meglio soli che accompagnati
Da anime senza sogni pronte a portarti con sé, giù con sé.
Noi, siamo luci di un’altra città
Siamo il vento e non la bandiera, siamo noi.
Noi, siamo gli ultimi della fila
Siamo terre mai viste prima, solo noi
Noi siamo angeli rotti a metà
Siamo chiese aperte a tarda sera, siamo noi.
Noi, siamo luci di un’altra città
Siamo il vento e non la bandiera, siamo noi.
Noi, siamo gli ultimi della fila
Siamo terre mai viste prima, solo noi
Noi siamo l’ancora e non la vela
Siamo l’amen di una preghiera, siamo noi.
Ciao tu, animale stanco
Sei rimasto da solo
Non segui il branco
Balli il tango mentre tutto il mondo
Muove il fianco sopra un tempo che fa
Tikibombombom

Videoclip

Il video, per la regia di Giacomo Triglia, rispecchia nelle immagini il tema della canzone: un canto di gente libera, un ballo di non omologazione in cui emerge la diversità come ricchezza. Nel video anche la citazione di un cortometraggio del regista cinese Sing J Lee che ritrae Levante circondata dai ballerini tutti di schiena.