Verissimo, anticipazioni della puntata di sabato 18 gennaio 2020

Verissimo, anticipazioni della puntata di sabato 18 gennaio 2020

17 Gennaio 2020

Sabato 18 gennaio, alle ore 16.00, imperdibile appuntamento con Verissimo.

In esclusiva assoluta, Silvia Toffanin incontra per una lunga intervista Sinisa Mihajlovic,un grande uomo e allenatore, che da qualche tempo sta affrontando la partita più difficile della sua vita. Anche lui ha affrontato un momento duro e buio in seguito all’incidente stradale nel quale è stato coinvolto nel 2018 e a causa del quale, purtroppo, una donna ha perso la vita. Per la prima volta da quel tragico evento Michele Bravi racconta a Verissimo come sia cambiata la sua vita. Infine, a Verissimo festeggia i suoi splendidi 80 anni Iva Zanicchi.

Michele Bravi

Quando vivi un trauma cambia il tuo corpo e il modo di vedere le cose. Non riuscivo a sentire gli altri. Ero semplicemente da un’altra parte, avevo perso aderenza con il reale. Abituarsi all’assenza di suono per me, che ho sempre raccontato quello che vivevo attraverso la musica, è stato molto difficile.

Michele Bravi,ospite in esclusiva domani a Verissimo,parla per la prima volta in tv dopo il tragico incidente nel quale è stato coinvolto nel 2018 e a causa del quale una donna ha perso la vita:

Quando succede qualcosa di così traumatico non si può pensare di uscirne da soli. L’amore non basta. Serve un percorso terapeutico e farsi aiutare per trovare il coraggio di affrontare la situazione con uno specialista. Ho seguito un metodo clinico per il trattamento dei grandi traumi – l’EMDR – che mi ha salvato e mi ha fatto tornare a parlare e a sentire.

Verissimo Michele Bravi

Il cantane confida a Silvia Toffanin di avere avuto accanto a sé la famiglia e una persona speciale:

Ho avuto una fortuna enorme: avere un angelo vicino. Lui adesso non fa più parte della mia vita soltanto perché si è trasferito all’estero. Questa persona, che posso ritenere la più importante della mia vita, è stata salvifica. Mi ha aiutato a tornare pian piano alla vita, alla realtà. Mi diceva l’opposto di quello che dicevano gli altri. Secondo lui dovevo assorbire questo dolore da solo promettendomi però che mi avrebbe tenuto la mano per tutto il tempo.

Ai microfoni del talk show, l’ex vincitore di X-Factor ricorda uno dei momenti più complessi di questo periodo, ossia il ritorno in macchina dai genitori in Umbria dopo l’incidente.

Ad affrontare con me il viaggio c’era questa persona che mi ha messo delle cuffiette con “Always remember us this way” di Lady Gaga che ho ascoltato per cinque ore consecutive. Questa canzone mi ha suggerito qualcosa che per mesi ho ignorato: tutto il rumore che mi portava in quel luogo di buio poteva essere frenato dal suono della musica. È stato un gesto che mi ha cambiato la vita. A Silvia Toffanin che gli chiede di cosa abbia paura oggi, il cantante risponde: – Ho tantissima paura. Quella più grande è di non avere i piedi ben piantati nella realtà – L’artista è tornato ad esibirsi per la prima volta sul palco con l’amica e cantante Chiara: -Lei ha protetto la mia voce quando non riuscivo a parlare. Poter tornare a cantare al suo fianco è stato un regalo di amicizia immenso.- E a proposito del rapporto con i suoi fan che hanno manifestato grande apprensione sui social, dice: – Mi spaventa ancora adesso quel modo di interloquire sui social, quell’immediatezza, ma so che c’è stato un grande rispetto e una grande partecipazione -.

Giovedì 23 gennaio si svolgerà la prima udienza del processo. Sugli scenari possibili, Bravi confida:

E’ un momento complesso. L’unica speranza che posso nutrire è che, rispetto ai tempi della giustizia, questo eco di dolore possa stritolarsi sempre di più e che tutti possano trovare uno spazio dentro di sé in questa storia.

Sinisa Mihajlovic

In esclusiva assoluta a Verissimo Sinisa Mihajlovic parla della battaglia che sta combattendo contro la leucemia che l’ha colpito la scorsa estate:

Per adesso la sto vincendo, anche se devo fare attenzione. Sta andando tutto bene, non sto più prendendo il cortisone e questo è importante. Sono passati 78 giorni dal trapianto di midollo osseo e i primi 100 giorni sono i più critici. Poi dopo è tutto in discesa, bisogna avere pazienza ancora per una ventina di giorni ma superarli bene sarebbe già un bel traguardo. Sono molto contento, non ci sono state complicazioni gravi e va benissimo così. Adesso” prosegue “ho ripreso anche ad allenarmi un pochino per tornare in forze, perché dopo 4 mesi senza fare niente e prendendo 17 pastiglie al giorno mi sono un po’ gonfiato.

Verissimo Sinisa Mihajlovic

Con Silvia Toffanin l’allenatore del Bologna ripercorre il calvario costellato da difficoltà e momenti dolorosi che hanno fatto emergere tutta la sua forza:

Ho fatto tredici chemioterapie in cinque giorni, ma già dopo il terzo avevano annientato tutto. Il primo ciclo è stato il più pesante, mi sono venuti anche degli attacchi di panico che non avevo mai avuto perché ero chiuso in una stanza con l’aria filtrata: non potevo uscire e stavo impazzendo. Volevo spaccare la finestra con una sedia, poi mia moglie e alcuni infermieri mi hanno fermato, mi hanno fatto una puntura e mi sono calmato”. E aggiunge: “Stavo male ma dovevo dare forza alla mia famiglia perché se mi avessero visto abbattuto sarebbe stato peggio. Cercavo di essere sempre positivo e sorridente, facevo finta di niente per non farli preoccupare. Questa è stata una delle cose più difficili perché non sempre ero al massimo della forma.

Sinisa con il suo esempio ha voluto mandare un messaggio a chi è nella sua stessa situazione:

Non penso di essere un eroe, sono un uomo normale con pregi e difetti. Ho solo affrontato questa cosa per come sono io, ma ognuno la deve affrontare come vuole e può. Nessuno deve vergognarsi di essere malato o di piangere. L’importante è non avere rimpianti e non perdere mai la voglia di vivere e di combattere.

L’unico rimpianto di Mihajlovic ha come protagonista suo padre:

Purtroppo non ho visto mio padre nei suoi ultimi otto mesi di vita e neanche quando è morto nel 2010. Quello è l’unico rimpianto che ho, ma spero che mi abbia capito. Quando hai i genitori noti tutti i difetti, io per esempio non sopportavo che facesse rumore quando mangiava, invece, quando poi non ci sono più ti mancano anche le cose che ti davano fastidio. Bisogna goderseli al massimo.

La famiglia è il punto di forza per il 50enne serbo che durante il periodo natalizio è potuto tornare a casa:

E’ stato il Natale più bello della mia vita, con tutta la mia famiglia vicino. C’era anche mia mamma, che si è arrabbiata quando ho pianto durante la seconda conferenza stampa, però poi a casa mi ha preparato dei piatti serbi che sono molto saporiti e non li ho sentiti amari come quasi tutto il resto dei cibi. Grazie a lei ho recuperato un po’ di chili.

La malattia non è stata l’unica prova di temperamento per Mihajlovic che da piccolo ha vissuto in pieno la guerra dei Balcani:

Quando la vivi, all’inizio, è bruttissima ma dopo se hai la forza di reagire e riesci ad andare avanti nella vita è tutto di guadagnato perché capisci quali sono le cose importanti e sai che quello che può succedere è sicuramente meno peggio della guerra. Se la superi puoi battere qualsiasi ostacolo ma non la auguro a nessuno. Nel mio paese dovevi essere forte non per scelta ma per obbligo: sono cresciuto così.

L’ex difensore di Lazio e Inter in questi mesi ha ricevuto una marea di messaggi d’affetto. In trasmissione riceve, tra gli altri, quelli di Walter Zenga, a cui ha insegnato ad avere sempre la testa alta, e di Francesco Totti, per cui ora tutti hanno capito chi è il vero Sinisa:

Ho sentito tantissima vicinanza da gente famosa e da gente normale, anche con gli striscioni negli stadi. Prima ero uno che divideva, con questo problema ho unito tutti. Hanno guardato l’uomo più che l’allenatore e questo era l’importante.

Una menzione speciale per Zlatan Ibrahimovic che, nonostante non sia andato a giocare al Bologna, ha voluto mandare un messaggio speciale a Sinisa:

Avanti amico e fratello! Siamo tutti contenti che sei tornato in panchina. Sapevo che eri il più forte di tutti. Ti aspettiamo in campo ma non crearmi troppe difficoltà quando giocherò contro la tua squadra. Commentando le frasi dell’attaccante del Milan Sinisa chiosa: Ibra è come un fratello, da giocatori ci siamo anche scontrati, poi dopo siamo diventati amici. Mi è dispiaciuto che non sia venuto qui ma capisco la scelta del Milan, anche se da noi si sarebbe divertito di più. Abbiamo un carattere molto simile e molto forte. Sono contento sia tornato in Italia, speriamo solo che contro di noi non possa giocare a causa di qualche ammonizione, così avremo un problema in meno!.