Brunori Sas, la recensione del nuovo album “Cip!”

Brunori Sas, la recensione del nuovo album “Cip!”

10 Gennaio 2020

E’ disponibile dal 10 gennaio Cip!, il nuovo album di inediti di Brunori Sas, pubblicato per Island Records/Universal Music.

Chi questo autunno, avrà almeno una volta canticchiato “…Ma vedrai che andrà bene…andrà tutto bene…”?! Tutti!… e chi dice di non averlo fatto sicuramente mente. Eh si perchè Brunori Sas con Al di là dell’amore ha sicuramente fatto il primo scacco di questo nuovo progetto, infatti il singolo sarà uno di quelli che più ricorderemo dello scorso autunno, complici sicuramente le radio che gli hanno permesso di conquistare le prime posizioni dell’airplay settimanale italiano. Ma questo brano è stato solo l’anticipazione di quello che è Cip!, un album tutto da scoprire e che nelle prossime righe cercheremo di raccontarvi al meglio.

Partiamo con questa recensione però parlando del trascorso di Brunori Sas, un artista che apparentemente può sembrare lontano dalle nuove generazioni, ma che in realtà per i contenuti che porta ha un’estrema attinenza alla gioventù odierna, sopratutto in questo album. Un disco dalla poetica potente che si impone con un linguaggio nuovo, profondo, che colpisce ed emoziona dal primo ascolto. Cip! arriva dopo quattro album e a oltre dieci anni dal debutto, dopo il grande successo ottenuto con il precedente disco A casa tutto bene, un progetto discografico e live di due anni unanimemente apprezzato dal pubblico e dalla critica.
Cip!, undici tracce in cui si percepiscono tante emozioni diverse, è un disco sorprendente a cominciare dalla copertina, scelta da Dario e realizzata da uno degli artisti italiani che ama di più, Robert Figlia. Prodotto dallo stesso Dario con Taketo Gohara, Cip! è stato registrato tra la Calabria e la Milano. Con questo nuovo progetto Brunori Sas vuole riconsiderare, in una sorta di Gestalt forma calabra, il rapporto fra ciò che ha sempre considerato centrale, la vita degli uomini, e ciò che ha da sempre considerato periferico, l’universo che ci ospita.
Il tema che spicca, come è stato ribadito da Brunori stesso, è il tema del “Fanciullino”, una moderna reinterpretazione di ciò che oltre cento anni fa  Giovanni Pascoli esprimeva con la sua opera “Il Fanciullino”, un tentativo da parte dell’autore di riportare gli ascoltatori del disco in uno stato di bilanciamento tra ciò che la società di impone e la freschezza, la disillusione. Rispetto al precedente album, in Cip! viene espresso, anche all’eccesso, il concetto di amore, tanto che lo stesso Brunori ha affermato che si è sentito quasi in imbarazzo ad enfatizzare a tal punto alcune immagini e alcuni concetti presenti in questo album. Attualmente stiamo scoprendo il secondo singolo estratto dall’album, che è Per due che come noi, che ha particolarmente attirato l’attenzione sia del pubblico che della critica soprattutto per il videoclip che è stato molto apprezzato. A tal proposito Dario ha raccontato che la sua visione dei videoclip è creare una complementarietà tra il video e il significato del brano, donando ad esso un’immagine visiva.

L’album si apre con Il mondo si divide, con cui Brunori racconta il naturale sentirsi divisi tra istinto e morale, senza mai trovare una netta linea di confine. Con una potenza disarmante, da pugni chiusi e lacrime agli occhi, Capita così ci mette davanti ai bilanci, quelli dei risultati raggiunti e quelli per cui ci sente minuscoli: gli anni che passano e l’imprevedibilità della vita, l’attimo che inganna, i cambiamenti e il crederci, nonostante tutto. Un grido di sfogo e di gioia in una cavalcata ritmica ed emozionale. Mio fratello Alessandro, dal mood beatlesiano, apre una tenera e umana riflessione sulla proprietà transitiva del prendersi cura gli uni degli altri. Si apre invece con un riff corale Anche senza di noi, forse il brano più spirituale di tutto l’album, che si interroga sul senso profondo del nostro passaggio, della traccia che saremo capaci di lasciare, di quello che succederà e verrà riscritto nel prossimo futuro da chi arriverà dopo di noi. Una chitarra acustica dai toni folk, tra la west coast e il Beck più intimista, accompagna Dario Brunori in una semplice e distesa ballad nel suo stile ormai peculiare fatto di sentimento lieve e dolce ironia: La canzone che hai scritto tu. Bello appare il mondo è un minuzioso invito ad accogliere la bellezza del mondo intorno facendo spazio ai sentimenti più puri, spesso appannaggio dell’età fanciullesca. L’ottava traccia, Benedetto sei tu, è una speranzosa preghiera laica sulla ricerca della consapevolezza del nostro saper essere umani nel mondo di oggi. Un viaggio dai suoni esotici tra i Vampire Weekend e Sufjan Stevens è lo scatto di Fuori dal mondo, un vero e proprio inno dei sognatori. Achille, un bambino che non diventerà mai uomo, è il protagonista di Quelli che arriveranno, il brano struggente che chiude l’album.

Si può sicuramente riconoscere a Brunori Sas che in questo album di certo non mancano i potenziali singoli, molto variegato per quanto la tematica sia principalmente l’amore, ma ha tantissime sfaccettature, che permettono a un qualsiasi ascoltatore di immedesimarsi nelle sue parole; parole in grado di lasciare sicuramente qualcosa su cui riflettere.
Cip! è una conferma, un album che non tradisce l’aspettativa, già molto alta in seguito al precedente album che riscosse un successo impressionante.