Gesaffelstein, la recensione del nuovo album “Hyperion”

Gesaffelstein, la recensione del nuovo album “Hyperion”

9 Marzo 2019

E’ uscito lo scorso 8 marzo il nuovo album per Columbia Records/Sony Music del “principe nero dell’elettronica”, il dj e producer francese Gesaffelstein, intitolato Hyperion.

Gesaffelstein recensione Hyperion

Gesaffelstein, pseudonimo di Mike Lévy, è nato il 24 giugno 1985 a Lione dai sedici anni si è dedicato alla produzione di musica elettronica, dopo aver scoperto la musica Synthpop. All’età di 23 anni pubblica il primo EP, Vengeance Factory, sotto la casa discografica OD Records, ad esso seguiranno ben undici pubblicazioni nei successivi quattro anni, fino al 2013 dove l’artista inizia a dedicarsi a collaborazioni con altri artisti come Jean-Michel Jarr e cinematografiche. A distanza di cinque anni dall’ultimo album, il giovane Gesaffelstein pubblica il suo nuovo progetto che rappresenta per l’artista un grossisimo passo in avanti, considerando il livello artistico proposto, sono presenti collaborazioni con Pharrell Williams, The Weeknd, le Haim, Electric Youth e The Hacker.

Reset, il primo brano che ha anticipato la pubblicazione dell’album lasciava intuire la linea intransigente scelta da Gesaffelstein, ancor meglio esplicitata dal video, diretto da Manu Cossu, che giocava con i cliché dell’estetica urban e trap. Protagonisti erano una dozzina di rapper che venivano resi simili in maniera impressionante ai più celebri rappresentanti del genere, come Takeshi 6ix9ine. A seguire questo primo singolo è stato pubblicato anche Lost in the fire, una vera bomba del disco, in collaborazione con The Weeknd. In questo brano viene esaltato totalmente sia Gesaffelstein che l’artista canadese grazie a un groove che permette di giocare con le strofe e la voce, e concedendo al brano uno special che difficilmente non rimane in testa al primo ascolto.

E’ un album che non segue una linea precisa, e nel suo essere “impreciso” trova la sua forza, proponendo al pubblico sia potenziali hit come il featuring con The Weeknd e Pharrell Williams in Blast Off, e pezzi più crudi ed appartenenti alla sua nicchia come Ever Now, Reset Vortex. Nel suo insieme un ottimo prodotto, la difficoltà nell’ascoltatore sta nel seguire la tracklist e non saltare alcuni pezzi essendo così distanti i due stili affrontati nel disco e quindi così distanti anche i due tipi di pubblico che si vogliono andare a cogliere.