INTERVISTA Fuera: “Cerchiamo di raccontare una crescita musicale che va di pari passo con quella artistica”

E’ uscito il 18 settembre il videoclip di Vertigine il nuovo singolo dei Fuera, ottavo estratto dalla playlist-album Nuovo Vintage, e debutto discografico della band per Sugar.

Il brano è un riuscito incontro tra le varie sfaccettature della produzione musicale dei Fuera e in esso convivono la loro anima techno e quella più pop, legate a filo doppio dalla melodia ipnotica del ritornello.

“Così come alle atmosfere sospese dei pad e delle tastiere del produttore Jxmmyvis si oppongono una batteria e una linea di basso potenti e ritmate, così alla voce delicata di Same e Diak risponde un testo visionario ed esotico che sembra una celebrazione edonistica del momento presente. La vertigine diventa quindi stimolo a raggiungere le mete più alte che le nostre menti possano immaginare solo per poter provare la sensazione di sentirsi pienamente vivi e presenti, appunto, solo in quel momento, ibernato nel perenne cambiamento dettato dallo scorrere del tempo. L’intensa tensione emotiva evocata da suoni sognanti e da immagini come una “savana come appartamento” o un tornado al centro del quale asciugarsi dalla pioggia, si risolve nel fischio finale che ci accompagna verso l’ascensione (o discesa, chissà) mentre sul nostro corpo sentiamo i brividi che solo la vertigine sa farci provare.”

Fuera sono il producer Jxmmyvis e i rapper Same e Diak, hanno solo vent’anni, in un viaggio perenne tra Nola, Milano e Torino arrivano all’esordio discografico nel 2017 con l’album Black Racism. Un album dall’immaginario lirico cupo e intriso di arte e cinema cantato, rappato o gridato su tappeti sonori che spaziano tra trip hop, techno ed elettronica psichedelica. La musica dei Fuera nasce dal forte desiderio di evadere da una quotidianità materiale limitante. Hanno un approccio alla creazione musicale ‘fuori dal coro’; si sentono per certi versi estranei al mondo che li circonda, e ne cercano una chiave di lettura attraverso la musica. La loro crescita personale va infatti di pari passo con quella artistica e si riflette in una continua evoluzione che attraversa epoche e generi differenti: i Fuera si lasciano guidare dall’istinto puro e da una curiosità innata che li porta a dubitare, indagare e sperimentare. E’ con questa attitudine che la band produce Nuovo Vintage, una raccolta di brani che vengono periodicamente rilasciati sull’omonima playlist come tasselli di un puzzle che vuole nel suo insieme mostrare uno spaccato del nostro tempo: insoddisfazione, ansia sociale, emarginazione ma anche voglia di riscatto, amore e umanità. La giungla di suoni che gli fa da scenario attinge elementi dal big beat e dalla deep house così come dalla new wave e dalla musica ambient, rimescolati in un’ottica pop inedita per il gruppo. L’ossimoro Nuovo Vintage è un esempio di come i Fuera giochino con le contraddizioni, i contrasti e le associazioni tra vecchio e nuovo, tra realtà ed immaginazione.

Intervista

Qualche mese fa vi siete definiti come “Tre giovani individui che si esprimono attraverso la musica e cercano di raccontare una crescita musicale che va di pari passo con quella artistica”. Chi sono oggi i Fuera?

Siamo tre giovani individui che si esprimono attraverso la musica e cercano di raccontare una crescita musicale che va di pari passo con quella artistica.

Con “Nuovo Vintage” andate a completare tassello per tassello (canzone per canzone) un puzzle che rappresenta una visione dei giorni nostri, sia nei lati negativi che quelli positivi. L’esigenza di raccontare qualcosa di reale e tangibile da tutti, oggi quanto è importante per la realizzazione di un progetto musicale come il vostro?

Non sappiamo dirti se ciò che raccontiamo sia tangibile e rappresenti la realtà per tutti, sicuramente rappresenta la nostra visione. Scrivere parole che descrivano il mondo è il tempo in cui viviamo in modo originale e comprensibile al tempo stesso è il nostro intento.

Nel proporre la realtà odierna avete scelto un sound psichedelico, come si combinano questi due elementi così opposti tra loro?

Il suono psichedelico è quello che meglio accompagna il flusso di pensiero delle nostre canzoni. Non è stata una scelta ragionata, semplicemente facciamo quello che ci viene più naturale.

Da venerdì siete usciti con il nuovo singolo “Vertigine”, cosa rappresenta per voi questo nuovo brano?

Vertigine è un brano molto importante per noi, rappresenta la sintesi del nostro modo di giocare con la musica e fa convivere elettronica, suoni organici e uno dei testi più riusciti, a nostro parere.