INTERVISTA: Dale “Lady Gaga per me è stata un colpo di fulmine”

E’ online su YouTube, Yes, I Will,  il video del nuovo singolo di Dale, giovane e promettente cantautrice pop di origini italo canadesi. Yes, I Will, già disponibile in digitale, in streaming e in rotazione radio, rappresenta il terzo brano inedito di Dale, che arriva dopo una carriera di dieci anni di esibizioni con il The Fame Monster – Lady Gaga Tribute.

Yes, I Will è un brano pop mid-tempo con una doppia personalità: strofe scarne, malinconiche e introspettive si abbinano a un ritornello massiccio e quasi ridondante, ricco di sonorità elettroniche.
L’elemento di separazione è nel bridge, momento in cui cambia totalmente l’atmosfera dell’arrangiamento che diventa quasi “creepy”.

I’m back on track
Nothing to lose
I ain’t gonna crack
I’ll dry my eyes and
You won’t see me cry
(Now it’s time to cut you off)

Il titolo Yes, I Will riassume il concetto chiave del brano: Yes, I Will (sì, lo farò) è la promessa da fare a sé stessi per rimettersi in carreggiata dopo aver toccato il fondo, dato che la rinascita è la migliore arma contro i propri nemiciNel video di Yes, I Will vediamo Dale abbandonata nel nulla in mezzo alle macerie, prigioniera di mura fatiscenti. Ormai stufa di vivere in cattività, la ragazza decide di fare scuola delle proprie esperienze e di trovare una soluzione per evadere da questa condizione. Nella disperata ricerca, troverà una chiave che le permetterà di uscire dal cancello che la teneva a distanza dal mondo. Una volta varcato il cancello, Dale trova a terra una rosa rosa, simbolo di nuove prospettive, e voltandosi indietro si renderà conto che quel luogo marcio in cui è stata rinchiusa per tanto tempo non è mai esistito: era solo nella sua mente, frutto delle cattiverie e soprusi, mai affrontati fino a quel momento.

 

Yes, I Will è stata scritta, composta e interpretata da Dale. Prodotta da Ivan Moni Bidin, mix engineerMichele Suzzi e master a cura di Tommy Wiggins (vincitore di 5 Emmy). Studio di registrazione: 11a Studios e Artesonika Recording Studio. Il video è opera del regista Gabriele Canepa.

Intervista

1. Chi è Dale?

Sin da piccola sono stata circondata dalla musica e ne sono sempre stata attratta, le mie prime vere e proprie influenze musicali sono state le playlist su cassetta di mio padre durante il tragitto in macchina casa/scuola: le mattine della mia infanzia sono caratterizzate da hit fortemente anni 80. Il mio percorso artistico, invece, parte con la danza: ho sempre pensato che fosse la mia vocazione, ma verso i 12/13 anni, quando ho cominciato a scrivere canzoni mie ho cominciato a cambiare idea. Qualsiasi canzone ballassi (solitamente i tormentoni pop del momento), mi ritrovavo a cantarla e da lì ho capito che, forse, la mia vera attrazione era cantare ballando e non il contrario. Questa scoperta ha pian piano messo (ahimè) in secondo piano gli studi di danza per lasciare sempre più spazio al canto (e a qualche corso di musical che non guasta mai). Tutto ciò mi ha portata ad entrare nel circuito Cover/Tribute band grazie al quale tutt’oggi lavoro e che mi ha permesso di imparare il vero mestiere da palco e farmi le ossa su come gestire uno show, le varie tipologie di pubblico e di esibirmi su palchi importanti in Italia e all’estero.

2. Interessante la tua presenza all’interno della “The Fame Monster – Lady Gaga Tribute”, una delle più famose tribute band legate all’artista Lady Gaga, per i meno avvezzi. Come è nata l’esigenza di aprire la tua carriera in questa modalità insolita, per certi versi all’opposto di quello che un’artista va a cercare, ossia un’identità artista personale.

Se oggi è difficile per un artista italiano scrivere, pubblicare e farsi conoscere attraverso brani in inglese, figuriamoci anni fa. Io ho sempre avuto chiara la mia identità e il mio “personaggio” per molti aspetti opposti a Lady Gaga, ma avevo bisogno di fare esperienza, di mettermi in gioco e avevo una voglia tremenda di esibirmi, ripeto, esibirmi, non cantare una canzone davanti al microfono ferma impalata. Lady Gaga per me è stata un colpo di fulmine: vista, ascoltata e piaciuta (esattamente in quest’ordine) e quando mi si è presentata l’occasione di fare un provino per una tribute, ho colto la palla al balzo; era il giusto compromesso tra quello che avrei voluto fare io con i miei brani e la necessità di conoscere la vita da palco.

3. Nel 2014 hai anche condiviso il palco con Lady Gaga. Che emozione è stata?

Un’emozione fortissima e indescrivibile, è innegabile che lei sia una grandissima professionista e sono contenta che in quel momento abbia colto e apprezzato la mia “dimestichezza sulla scena”, è un ricordo che porterò sempre con me e al quale ho dedicato anche un tatuaggio. 

4. Affermi che la tua volontà è riproporre il pop degli inizi del nuovo millennio con una chiave e una veste nuova, svecchiata. E’ un desiderio legato a un tuo gusto musicale, che non si rispecchia troppo in quelle tendenze musicali che oggi la fanno da padrone oppure deriva da altro questa tua scelta? 

E’ sicuramente legato in primis ad un mio gusto personale, sono dell’idea che nel 2011 il pop ha cominciato a prendere una nuova piega che non mi ha mai convinta e quindi mi chiedo: che canzoni avremmo oggi, se questo non fosse successo? Sto cercando di darmi una risposta sperimentando attraverso i miei brani.

5. “Yes, I Will” è il tuo terzo singolo, uscito lo scorso 30 aprile. Nel brano parli di evasione dai periodi bui della vita, vuoi portare il tema della creazione di nuove prospettive per superare i blocchi che ci creiamo, in preda al dolore o semplicemente a delle insoddisfazioni. Cosa ti ha spinto a scrivere un brano di questo genere?

I blocchi che ci creiamo nascono sempre da atteggiamenti di terzi nei nostri confronti. Si è sempre detto “ciò che non ti distrugge, ti fortifica” vero, ma se continui a ricevere gli stessi rifiuti o continui a combattere sempre le stesse battaglie, prima di definirti fortificato, zoppichi percorrendo tanti periodi bui e magari ti fermi anche di tanto in tanto per prendere fiato in un angolino sicuro lontano da tutto. Come molti, scrivo dicendo quello che vorrei riuscire a poter dire, scrivo di un brano per definirmi fortificata perché ho capito che ho praticamente smesso di zoppicare e ho bisogno dell’ultima spinta per arrivare a destinazione. “Yes, I Will” è un brano che vorrei fosse quasi una sorta di manifesto per tutte quelle persone che hanno capito di avere la forza di fronteggiare i propri antagonisti a rimettendosi in carreggiata suon di soddisfazioni personali.