INTERVISTA: Antonio Maggio “ho trovato finalmente la mia giusta dimensione”

Da venerdì 17 maggio è disponibile in radio e nei digital store Il Maleducato, il singolo che segna il ritorno del cantautore Antonio Maggio.

Antonio Maggio, cantautore salentino, vincitore del Festival di Sanremo 2013 nella sezione Giovani con il brano Mi servirebbe sapere che anticipò la pubblicazione dell’album d’esordio Nonostante tutto e un lungo tour estivo di oltre 40 date. Al Festival di Sanremo viene anche insignito del Premio della Sala Stampa Radio e Tv “Lucio Dalla”, del Premio Emanuele Luzzati e del Premio AFI come miglior progetto discografico dell’anno.Successivamente viene scelto come rappresentante dell’Italia al festival internazionale New Wave, svoltosi nella città di Jurmala, in Lettonia. Il suo percorso all’estero si arricchisce anche con date in Canada, Russia, Lettonia, Belgio e Albania. Il 4 novembre 2016 esce Amore Pop, brano che gli permetterà di ricevere il prestigioso Premio Giorgio Faletti per la musica, con menzione speciale al valore letterario. Amante da sempre, tra le altre cose, del grande cantautorato italiano, il suo spettacolo MAGGIOcantaDALLA in Jazz gli vale l’invito a esibirsi il 4 marzo 2017 in casa di Lucio Dalla, in occasione del compleanno del compianto artista bolognese. Nell’aprile dello stesso anno, comincia un lungo tour nei club italiani, L’Odore delle parole, in una dimensione acustica raffinata che racconta la genesi delle sue canzoni. Il 2018 è l’anno di un’intensa collaborazione live assieme all’amico cantautore Pierdavide Carone: i due danno infatti vita al diamoci del ToUr, dapprima in chiave acustica nei club e successivamente in elettrico durante l’estate.

Antonio Maggio Intervista Il Maleducato

Il brano è il manifesto di una generazione che troppe volte deve fare i conti con se stessa per cercare un raggio di futuro, che deve fare leva esclusivamente sulle proprie forze e sulla propria buona volontà per ritagliarsi il proprio spazio. È un incitamento, uno stimolo, un incoraggiamento. È una festa, una satira poetica.

«Spero che questo brano possa rappresentare, in forma di canzone, lo spirito di chi la ascolterà. Purtroppo alla festa del nostro futuro non siamo stati invitati da chi ci ha preceduto e quindi da chi l’ha organizzata afferma l’artista a proposito del nuovo singolo – perciò credo che, in questi casi, l’unico modo per prenderci il futuro sia quello di auto-invitarci a questa festa, con la giusta sfrontatezza di chi sa cosa vuole, a muso duro e con le maniche rimboccate. Perché il futuro non è niente di più e niente di meno di qualcosa che ci spetta. Insomma che la festa abbia inizio, anche per chi non è stato invitato!».

Il maleducato è stato scritto e composto dallo stesso Antonio Maggio e prodotto artisticamente da Alessandro Canini presso il Martina’s Studio di Anzio.

Instervista

1. Chi è Antonio Maggio?

Antonio Maggio una volta era un giovane cantautore. Adesso secondo me, superati i 30, possiamo cominciare a togliere il “giovane”. Scherzi a parte, credo di essere una persona molto fortunata semplicemente per il fatto che da sempre riesco a trasformare la mia più grande passione, la musica, nel mio lavoro. Sono cresciuto ascoltando i grandi cantautori italiani e di certo questo ha influenzato me e continua ad influenzare le mie canzoni. Credo nella bellezza e la ricerco costantemente in ciò che scrivo e suono; e benché se ne dica, la musica italiana ha prodotto storicamente tanto di bello. Penso a Dalla, De André, De Gregori, Rino Gaetano, Battisti, ma anche ai nostri Fabi, Silvestri, Brunori; mi piace da morire anche Jovanotti.

Antonio Maggio Intervista Il Maleducato

2. Ti abbiamo conosciuto grazie alle partecipazioni ai contest musicali più importanti d’italia. Dalla vittoria con gli Aram Quartet della prima edizione di XFactor Italia a quella al Festival di Sanremo 2013 nella categoria giovani come solista. In questi undici anni di carriera cosa ti porti dietro da queste esperienze?

Con sincerità, ti dico che io considero come start della mia carriera il momento in cui si è sciolto il gruppo degli Aram e ho cominciato il mio percorso da solo. Si tratta di consapevolezze, di autenticità. Quello degli Aram Quartet e di X-Factor é stato semplicemente un gioco, un bellissimo gioco: mi ha permesso di prendere confidenza per la prima volta con un mondo, quello discografico, fino ad allora per me soltanto immaginato, mi ha fatto viaggiare tanto e conoscere tantissima gente, mi ha dato la prima indipendenza economica facendo quello che amavo. Poi però, una volta deciso lo scioglimento del gruppo, mi sono rimboccato le maniche e ho ricominciato da capo, ma con la cognizione di chi ero e di cosa volevo; ho cominciato a scrivere tanto, ho trovato finalmente la mia giusta dimensione, ho cominciato a sentirmi artisticamente realizzato. E poi, quando é arrivata la grande occasione di Sanremo, mi sono fatto trovare pronto: da lì in avanti ho vissuto e continuo a vivere un sacco di esperienze meravigliose, perché la musica é un qualcosa di meraviglioso. Quindi, sulla base di ciò, mi viene da dirti che la mia vera carriera ha ancora solo 7 anni di vita.

3. Hai collaborato con molti artisti italiani, da Pierdavide Carone con il quale hai girato l’Italia la scorsa estate, a Patty Pravo per la quale hai scritto un brano, contenuto nel suo ultimo di inediti “RED”. Con chi ti piacerebbe collaborare in futuro?

Tra le varie esperienze vissute ci sono anche queste che hai detto tu, tra live e scrittura. Credo che la musica sia anche confronto, quindi le varie collaborazioni accelerano un processo di crescita artistica e umana. Di sicuro mi piacerebbe un sacco collaborare con i cantautori che ti ho nominato nella prima risposta, quelli in vita ovviamente…

4. Da venerdì 17 maggio è disponibile il tuo nuovo singolo “Il maleducato”, brano in cui racconti il disagio di una generazione.

“Il Maleducato” é uno dei primi brani che ho scritto in questi ultimi 2 anni di scrittura, ma mi sono reso conto fin da subito che sarebbe stato uno dei punti cardine della mia nuova produzione; e così é stato. La considero una canzone importante perché é un manifesto di una generazione, la mia, alla quale non é stato garantito un futuro; e che quindi deve conquistarselo con fatica e sudore. La festa di cui parlo é proprio una metafora del futuro: noi a questa festa non siamo stati invitati, fare i maleducati e imbucarsi é una provocazione ma anche un dovere che abbiamo: lo dobbiamo a chi verrà dopo di noi.

5. Questo nuovo brano arriva a distanza di due anni da “Amore Pop”. E’ in cantiere un nuovo progetto?

Il progetto é quello di sempre: scrivere canzoni, possibilmente belle, e farle ascoltare alla gente. “Il Maleducato” é l’apripista di un nuovo ciclo di canzoni e di una fase sicuramente importante della mia vita.