Marco Mengoni, la scaletta dell'”Atlantico Tour”

L’Atlantico Tour di Marco Mengoni, è partito ieri sera da Torino, da uno splendido Pala Alpitour tutto esaurito, anticipato dal successo delle cinque anteprime europee di Berlino, Zurigo, Monaco, Parigi e Madrid, il tour ha già venduto quasi 200 mila biglietti e continua a collezionare sold out.

Atlantico Tour è uno show ideato da Marco Mengoni, un attesissimo ritorno live che arriva esattamente a tre anni dal debutto del tour precedente (era proprio il 28 aprile 2016). Lo show di Mengoni cresce, non solo per il percorso straordinario che in pochi anni ha portato Marco ad essere uno dei protagonisti più interessanti della scena musicale italiana, ma soprattutto perché realmente lo spettacolo “cresce”, “evolve” e “si trasforma” da analogico a digitale. In due ore la scenografia, volutamente scarna e minimale all’inizio, in un crescendo svela nel corso dello show parti inaspettate con elementi scenici rivelati poco alla volta, sorprendendo e spiazzando lo spettatore. Dopo aver raccolto suoni, emozioni e colori di due anni di viaggi in Atlantico, il nuovo album di inediti già doppio platino con oltre 40 milioni di stream, questa volta il viaggio non è solo geografico, ma soprattutto inteso come evoluzione, trasformazione, crescita personale e artistica.

PRESHOW

L’esperienza per lo spettatore inizia già fuori dal palazzetto, ancora una volta sarà coinvolto in alcune speciali attività grazie a due particolari sezioni dell’App di Marco Mengoni, che conta ben 200 mila download. Nel foyer del palazzetto compariranno gli Atlantico Gate, particolari cornici che fungeranno da veri e propri ingressi che, utilizzando la tecnologia della realtà aumentata, condurranno il pubblico in tre diverse esperienze. Inquadrando con il telefono l’ATLANTICO GATE sarà possibile immergersi nelle prove del live, entrare sul set del video di Muhammad Alì a Ronciglione o raggiungere Sabaudia per camminare insieme a Marco sulla spiaggia della campagna Planet or Plastic?. Anche da casa si potrà vivere l’esperienza della realtà aumentata attraverso una speciale modalità descritta nella App. Alla fine della loro vita gli Atlantico Gate saranno donati all’Associazione Outsider, che da sempre si occupa dell’integrazione e del sostegno alle persone con disabilità e che darà una nuova vita ai materiali, valorizzandone il riciclo, realizzando oggetti come borse, sacche e accessori.
Nell’attesa di vedere Marco salire sul palco, il pubblico sarà invitato a giocare al Marco Mengoni Live Quiz, un omaggio al gioco interattivo più scaricato del momento – con 500.000 download e un milione di utenti attivi, che metterà alla prova tutti i fan, presenti e non, a colpi di domande e curiosità sul loro beniamino. Presentatore d’eccezione Alessandro Cattelan che, vista l’amicizia con Marco, si è prestato al gioco dopo la divertente partecipazione del cantautore ad EPCC che ha recentemente fatto anche il giro del web.

FACEBOOK

Quello di #MengoniLive2019 è un debutto davvero unico: per dare a tutti un’anteprima esclusiva dello show che Marco ha ideato per i suoi fan, anche a chi non fosse riuscito ad avere un biglietto per questa prima data da tempo sold out, è stata organizzata una diretta sulla sua pagina Facebook che, con la tecnica del Cross-Posting, è stata visibile sulle numerose pagine che hanno voluto condividere questo evento. Si tratta della prima volta che l’inizio di un concerto viene trasmesso in live streaming e su un numero così ampio di pagine media e digitali.

LO SHOW

Uno spettacolo di quasi due ore sviluppato con Claudio Santucci per Giò Forma, che già ha collaborato con Marco al precedente tour. Il concerto è diviso in tre parti: nella prima prevale il bianco e nero ad evidenziare anche la linearità del palco. Nella seconda i colori invadono la scena e, in un crescendo, si arriva alla totalità dello show del terzo blocco. Sono tre anche i livelli che costituiscono la scena: un fondale industriale che delimita la scatola scenica, un vero e proprio muro di ferro e lamiera, da 7 tonnellate di peso, customizzato con barre led, a cui si sovrappone uno schermo trasparente ad altissima risoluzione (16 x 7 mt),  senza cablaggi a vista e realizzato su misura per questo show, in grado di scomparire completamente all’occorrenza e il kabuki sul proscenio che inizialmente cela l’intero impianto scenico. Le luci, curate da Jordan Babev, già collaboratore di Phoenix ed Editors, seguono il ritmo dello show e incorniciano la scena movimentata da 150 motori. Sono 500 i corpi luminosi e 12 le sorgenti laser di ultimissima generazione realizzati per l’occasione negli USA.

Sono un assiduo frequentatore di concerti; per me seguire la crescita della dimensione del live non è solo un dovere, ma sempre un vero piacere. Anni fa rimasi folgorato da uno show dei Talking Heads, forse nasce proprio da lì il mio desiderio di creare uno show che si trasforma. ha dichiarato Mengoni.

LA BAND

Sul palco con Marco Mengoni, che ha curato anche gli arrangiamenti, un gruppo di straordinari musicisti con la direzione musicale di Christian Rigano (piano e tastiere): Giovanni Pallotti (basso), Peter Cornacchia (chitarre), Davide Sollazzi (batteria), Massimo Colagiovanni (chitarre), Leonardo Di Angilla (percussioni) e, ai cori, Barbari Comi, Moris Pradella (anche chitarra) e Yvonne Park. Gli arrangiamenti vocali sono di Marco Mengoni.

Live

Il live comincia con uno speciale arrangiamento di Mohammed Alì, una sorta di canto tribale che incita il pubblico, si parte! I coristi danno il via allo show celati dal kabuki dove appare la celebre frase di Muhammed Ali, l’ma show you how great I am”A sorpresa all’estremo della passerella, circondato al pubblico, appare Mengoni elegantissimo. Tre sono anche i cambi dello show, realizzati esclusivamente per Marco da Giorgio Armani, che firma anche gli abiti della band e le speciali tute indossate dai tecnici che lavorano allo show. Ed è durante Voglio che viene svelato il palco: i musicisti e i coristi sono in controluce, in scena solo due trabattelli. Su Ti ho voluto bene veramente una cascata di nebbia crea una sorta di barriera che si fonde con un mare in movimento. In Un giorno qualunque, il brano che ha lanciato la sua carriera, Marco appare anche nei visual mentre continua il suo cammino in direzione opposta e contraria a tutto quello che lo circonda. Dove si vola è l’occasione per omaggiare la città che ospita il tour, attraverso la proiezione la sua visione aerea notturna e l’arrangiamento si trasforma sul finale in una emozionante versione di Someone like you di Adele. Con Sai che e Atlantico lo show decolla. Pronto a correre è l’ultimo brano del primo blocco e qui il palco inizia a prendere forma. Appaiono dall’alto tre POD: blocchi luminosi che animano la scenografia di un palco ancora spoglio che, brano dopo brano, si trasformeranno in box estensibili svelando luci e schermi.

Il primo blocco si chiude con un cartone realizzato da Cristian Eduardo Carlos Caipa e Diego Molina. L’animazione segue il monologo Sei tutto, scritto dallo stesso Mengoni con Alessandra Scotti, già autrice e collaboratrice nel precedente progetto. Nel crescendo del testo il cartone, come lo show, prende colore. La chiusura del monologo, “Sei fatto per il 60 per cento di acqua. Per il 30 dalle persone che ami e per 10 di quello che ti manca”, cede il passo a La ragione del mondo, uno dei brani più emozionanti di Atlantico e la luce dell’alba apre la nuova fase dello show. Dopo La ragione del mondo, l’intro di Buona vita si contamina con Chan Chan, il celebre brano di Compay Segundo – Buena Vista Social Club, sonorità che tanto hanno ispirato Marco nella produzione del nuovo album. Sul ledwall un video che celebra la vita, dalla natura alla città metropolitana. Su Parole in circolo video di bambini di tutte le etnie accompagnano Marco sottolineando alcune parole chiave del brano. Sono immagini davvero speciali perché realizzate da tutte le persone che lavorano a questo tour: i protagonisti sono infatti i loro figli, fratelli, nipoti. Proteggiti da me è introdotto da un omaggio, affidato ai coristi, a Sam Cooke con il classico A Change Is Gonna Come, mentre lo schermo si trasforma in due grandi specchi. Dialogo tra due pazzi è il brano successivo, nato con mood afro ma che in realtà cela un antico canto calabrese, un omaggio alle sonorità in levare di Graceland, mentre la scena ci regala un cielo africano abbracciato dai colori caldi di un’alba che arriva, Marco osserva in primo piano da una speciale soggettiva come seduto sul bordo di un pozzo dei desideri.

L’esplosione visual arriva con le immagini pop fluo di ispirazione latina de La casa Azul e lo show vola con il brano dedicato al coraggio di Frida Kahlo. Su Onde i laser si impossessano della scena che diventa una scacchiera fatta di luci verde e rosse. Sull’outro i tecnici a vista innalzano la scenografia, sulla quale si arrampicano i musicisti. L’estensione dei POD mostra 9 ulteriori schermi che si srotolano. La seconda parte si avvia alla conclusione con Amalia che ci trasporta sui balconi di un quartiere popolare portoghese/brasiliano tra le luci calde di una jam notturna dove spiccano la voce di Barbara Comi e le percussioni di Leonardo Di Angilla. Arriva un secondo monologo, sempre firmato Mengoni-Scotti, dove la voce di Marco invita a riflettere su titoli forti dei giornali di tutto il mondo che compaiono sugli schermi. La citazione in apertura è dello scienziato James Dewar “La mente è come un paracadute, funziona solo se si apre”, il punto di partenza di tutto e allo stesso tempo l’unica soluzione per sopravvivere in questo mondo, “Be pitiful, for every man is fighting a hard battle” di Ian McLaren invece chiude il momento di spunto in chiave positiva.

Ho capito l’importanza dell’uso delle parole già nel precedente tour. I monologhi vogliono essere uno spunto di riflessione per tutte le persone che mi seguono, ma anche e soprattutto per me stesso. – ha dichiarato Mengoni – Corriamo sempre, e credo sia importante di tanto in tanto fermarsi e guardare il mondo che ci circonda.

Si riparte con Guerriero uno dei brani più evocativi del repertorio di Marco, dedicato agli eroi moderni: le immagini di diversi salvataggi danno nuovo respiro al testo di uno dei brani che maggiormente ha segnato la sua carriera. In scena calano due lunghe passerelle laterali, su una di queste Mengoni conclude il brano a 7 metri d’altezza. La melodia ritmata di Mille lire, scandita da alcune date importanti della vita di Marco, ci porta all’Essenziale dove per la prima volta Mengoni si propone al piano per uno speciale momento acustico. E qui Marco chiama il buio totale e invita il pubblico a dimenticare per un attimo gli smartphone, per godere pienamente il momento dello show dove arriva l’unico medley con 20 sigarette, Le cose che non ho, Non passeraiSu Esseri umani, Marco scala la parete industriale del fondale, sospeso nel cuore pulsante della scenografia 3D, che batte in synch con i movimenti di Marco. Credimi ancora offre una nuova occasione di mash up con Amazing di Kanye West e Pastime Paradise di Stevie Wonder. Lo show chiude con Io ti aspetto, successo dell’estate 2017, dove la scenografia raggiunge il suo apice con tutti gli elementi ormai svelati. Per i bis, una versione riarrangiata de L’Essenziale riporta il palco al minimalismo iniziale, e Hola, con Marco che torna al piano, in un trionfo di luci e laser chiude lo show che, in poco più di due ore, ha proposto ventisei brani.

Dopo dieci anni di carriera non è stato facile definire la scaletta. Mi sono affidato all’istinto e ai brani che, più di altri, hanno segnato il viaggio di Atlantico e questo mio fortunato momento artistico.– ha concluso Mengoni.

Scaletta

Muhammad Ali
Voglio
Ti ho voluto bene veramente
In un giorno qualunque
Dove si vola
Sai che
Atlantico
Pronto a correre

Monologo Sei tutto

La ragione del mondo
Buona vita
Parole in circolo
Proteggiti da me
Dialogo tra due pazzi
La casa Azul
Onde
Amalia

Monologo Mondo_Loon

Guerriero
Mille lire
L’Essenziale/piano
20 sigarette/Le cose che non ho/Non passerai
Esseri umani
Credimi ancora
Io ti aspetto
L’Essenziale
Hola