Dan Ariely, dal 27 marzo il nuovo libro “Perchè”

E’ in uscita il 27 marzo in Italia per ROI EdizioniPerchè, il nuovo libro di Dan Ariely, professore di Psicologia ed Economia Comportamentale alla Duke University.

Dan Ariely è professore di Psicologia e Economia Comportamentale alla Duke University. Ariely è l’autore dei bestseller Prevedibilmente irrazionaleThe Upside of Irrationality e The Honest Truth About Dishonesty. È famoso anche per i suoi discorsi su TED che hanno collezionato più di 10 milioni di visualizzazioni e per la sua seguitissima rubrica Ask Ariely sul Wall Street Journal. È uno dei membri fondatori del Center for Advanced Hindsight, un istituto che si occupa di condurre ricerche nel campo delle scienze comportamentali e di studiare possibili applicazioni pratiche delle scoperte effettuate.

Dan Ariely Perchè

Il nuovo libro di Dan Ariely, Perchè, già certificato bestseller del New York Times, approfondisce gli argomenti di un suo celebre TED Talk incentrato sul tema della motivazione personale. Nel libro Ariely esplora questo tema con grande verve, fra ricerche di economia comportamentale, curiosi esperimenti con i Lego e intensi episodi personali, regalandoci illuminazioni che stravolgono molte cose che credevamo di sapere.

Que­sto libro tratta di ciò che ci spinge a sentirci entusia­sti di ciò che stiamo facendo. Riguarda anche la disperata necessità dei manager di capire meglio la natura più profonda di ciò che fa sentire i collaborato­ri coinvolti nel lavoro e come possono operare per far sentire tutti più felici e impegnati.

Cos’è che spinge veramente le persone ad agire? Quali sono le leve per influenzarle positivamente?

Perchè va a fondo nelle radici della motivazione, soprattutto in relazione a questioni legate al mondo del lavoro. Uno dei problemi dei capi è che spesso non sono in grado di fissare e proporre stimoli davvero interessanti per colleghi e dipendenti. I soldi, per esempio, spesso non sono quello che spinge a fare le cose, poiché il meccanismo di sacrificio e ricompensa è molto più complicato di quanto sembri. Una delle intuizioni più sorprendenti raccontate nel libro dimostra come un bonus in busta paga non sempre migliori la produttività di un lavoratore, anzi spesso la diminuisce. È quanto emerge da un esperimento sociale condotto dall’autore in uno stabilimento Intel, dove i responsabili della fabbrica avevano stanziato dei bonus di produttività per motivare i dipendenti nella produzione dei chip, in particolare nella loro prima giornata del ciclo lavorativo. Cosa sarebbe successo se, invece di dare ad alcuni dipenden­ti una ricompensa economica, avessero promesso una deliziosa pizza formato famiglia a casa loro? Che cosa sarebbe successo se a qualcuno non fosse stata offerta alcuna ricompensa tangibile, ma avesse invece ricevuto un messaggio dal proprio capo con scritto “Ottimo lavoro”?

Nel primo giorno di produzione, coerentemente con le intuizioni dei responsabili, fu riscontrato che il denaro, la pizza e l’elogio avevano tutti dato risultati migliori della condizione di controllo (né messaggi né promesse di bonus). Tutti e tre gli ap­procci accrescevano la motivazione a un grado simile. Ma ecco la sorpresa: il coupon per la pizza incrementa­va la produttività del 6,7%, quasi a pari merito con il 6,6% di incremento ottenuto dal riconoscimento scrit­to. Dei tre incentivi, il denaro aveva la resa peggiore, attestandosi leggermente più in basso al 4,9%. “Più un’azienda può offrire ai dipendenti opportunità che creano significato e legame, maggiori sono le pro­babilità che quei dipendenti si impegnino di più e che la loro fedeltà sia più duratura.” afferma l’autore in un passo del libro.