Ghali, da venerdì 15 marzo il nuovo singolo “I Love You”

E’ passato ormai un anno dalla pubblicazione della hit Cara Italia, che si aggiudicò il Triplo Platino con oltre 107 milioni di visualizzazioni per il video, da venerdì 15 marzo, Ghali torna con il singolo I Love You.

GHALI I LOVE YOU

Se Cara Italia era una dichiarazione d’amore di Ghali al suo Paese, nel nuovo singolo sono le persone al centro dell’attenzione dell’Artista milanese. È un racconto che va oltre il brano, il testo e il suono: è un racconto che si fa reale e sociale, tramutando in azioni concrete le parole della canzone. I Love You nasce dalla consapevolezza che per iniziare a cambiare le cose occorre partire dall’individuo e dalla sua realtà. Partendo dal presupposto che “ci sia un essere umano sia sotto la divisa che sotto il passamontagna Ghali racconta, attingendo dalla sua storia personale, che si può e si deve imparare ad amare non solo famigliari e amici, ma anche coloro che ci appaiono come estranei.

L’amore e la speranza conferiscono autentiche occasioni per cambiare e migliore indipendentemente dai luoghi e dalle circostanze. Questo concetto è espresso sia nella copertina del singolo dove si intravede la figura dell’artista in prigione con una palla stroboscopica legata al piede, sia nelle attività social che Ghali sta mostrando in questi giorni esprimendo, con attenta sensibilità, il suo desiderio di dare valore sociale alle parole del brano  e di stare vicino al prossimo. Ghali ha, infatti, scelto di associare questo progetto alla Casa Circondariale di San Vittore di Milano sia perché legata alle esperienze personali che lo hanno coinvolto e che hanno contribuito alla sua crescita personale e alla maturazione di un messaggio positivo, sia perché ha interagito con i detenuti più giovani cercando di dare voce e speranza a chi sta vivendo un periodo di riflessione profonda ma vuole una nuova opportunità.

Di I Love You, Ghali dice:

Cara Italia è stata una lettera d’amore al mio paese. L’intento era quello di scuotere qualcosa nell’animo di chi spesso decide le nostre sorti, di fare arrivare a loro il nostro messaggio tramite una canzone d’amore, l’inno italiano della nuova generazione. A un anno dall’uscita nulla è cambiato e ho deciso di dedicare un’altra canzone d’amore a chi mi sta affianco, alla prima persona che potrebbe cambiare le cose, al primo futuro quindi a un amico, un fratello o una sorella. Perché forse bisogna guardarsi a fianco prima di cercare di cambiare la testa di chi tra di noi non vuole mai scendere a giocare. Non ho ancora perso le speranze“.

Videoclip

Lo stesso pensiero traspare delle immagini del videoclip girate presso il Museo del Carcere Le nuove di Torino. Il video inizia con due ragazzi che lanciano un aereoplanino di carta, con una lettera, all’interno delle mura del carcere. Le immagini sono il desiderio di superare i limiti metaforici e fisici del “noi” e del “loro”, il tentativo di avvicinarsi al prossimo riconoscendo nella sua diversità un punto di vicinanza; il bisogno di amore e speranza. L’idea di Ghali è provare a raccontare una realtà profondamente diversa dalla nostra quotidianità dove però gli slanci e i bisogni dell’individuo restano immutati. L’aereoplanino è un aprirsi, un abbraccio, una volontà di dialogo e l’amore è un sentimento che non può essere arginato neanche dalle mura di una cella.

Altro ruolo fondamentale nel videoclip è giocato dalla natura che come nella copertina del singolo, è presente e rappresenta una speranza di rinascita e rifioritura. Mentre i detenuti all’interno del carcere immaginario cantano e ballano, la vegetazione si infittisce proprio per raccontare, con una sorta di realismo magico, la persistenza della speranza in grado di crescere anche fra gli spiragli del cemento. Il concept del video è stato elaborato da Ghali mentre la regia è di Tiziano Russo e la produzione esecutiva di Passo Uno.