Sanremo 2019, lo sfogo di Ultimo sui social

Uno dei podi più contestati degli ultimi anni del Festival di Sanremo. Tra razzismo, televoti ribaltati da “giurie di qualità” e frasi poco professionali da parte di addetti ai lavori non ci siamo fatti mancare nulla alla finale di Sanremo 2019!

Partiamo dall’origine di tutta questa faccenda, facendo un’analisi chiara e super partes della situazione creatasi. Nella serata finale, come di consueto, dopo la chiusura del primo televoto vengono annunciati i tre nomi che faranno parte dello “scontro finale”, in questo caso Mahmood, UltimoIl Volo dal quale vengono esclusi a dissenso del pubblico dell’Ariston Loredana Bertè, CristicchiSilvestri. Chiuso il televoto viene eletto Mahmood come vincitore del Festival di Sanremo 2019, secondo Ultimo e terzo il Volo.

Televoto: Ultimo 46,5%, Il Volo 39,4%, Mahmood 14,1%

Qui la prima riflessione. Molti si sono fermati a questo punto, denunciando il fatto che fosse ingiusto che Mahmood avesse vinto il Festival al posto ad esempio di una Loredana Bertè, un Irama, un Ultimo che avevano riscosso un enorme consenso nelle serate precedenti, il vero problema non è chi ha vinto, se il gusto dei votanti fosse orientato più su Ultimo, Mahmood, Loredana Bertè o chi per loro, ma la modalità con il quale è stato eletto vincitore a dispetto dell’esito di un televoto abbastanza netto.

 

Ultimo, interrogato durante la consueta conferenza stampa di chiusura del Festival, pochi minuti dopo l’elezione del vincitore, è stato “punzecchiato” ripetutamente dalla stampa ponendo domande sul suo essersi classificato secondo, sul fatto che a dispetto di tutti i pronostici lui non avesse vinto. Ora, ad un artista che per due mesi è stato affibbiato da tutti i siti d’informazione musicale (e non solo) il soprannome di “quasi-certo vincitore del Festival di Sanremo 2019”, può essere concessa una forma di risentimento verso un regolamento che, a dire di molti compresi i giornalisti che hanno evidenziato la cosa durante le conferenze stampa dei giorni precedenti, fa un pò acqua sotto questo aspetto? Può rimanere un attimo sconcertato del fatto che tutti i giornalisti che lo hanno dato per vincitore, osannato come autore ritenendo la sua canzone tra le più belle del Festival abbiano votato un altro artista e che una “giuria d’onore” composta in gran parte da personaggi dello spettacolo non direttamente collegati al mondo della musica abbiano un potere decisionale così alto da ribaltare l’esito di un televoto durato 5 serate (somma dei televoti delle cinque serate) che lo vedeva primo con il triplo dei voti rispetto a Mahmood?! Tutte domande al quale forse non ci si fa caso perchè parliamo di artisti, perchè nell’immaginario comune un cantante è una persona priva di sentimenti, che deve celare le sue emozioni dietro a un muro di finto perbenismo, beh notizia del secolo, non è così! Ultimo può aver sbagliato nei modi, essersi acceso eccessivamente, sta di fatto che la sala stampa non sia stata così cortese nei suoi confronti ne in quelli de Il Volo, vicenda sul quale per rispetto eviteremmo di parlare, poiché alquanto scandalosa.

Un altro grande problema è che l’italiano medio abbia colto la palla al balzo nella speranza di istigare al razzismo, la frase più comune sul web è stata “siamo in Italia, e vince un egiziano“, beh lasciateci stendere un velo pietoso sopra questo genere di esternazioni che non vorremmo nemmeno commentare, e la cosa più paradossale è che ad un cantautore di grande pregio come Mahmood, l’unica nota di merito che gli venga attribuita sia “eh ma è italiano e non egiziano, è nato in Italia“, sarebbe potuto essere di qualsiasi nazionalità e francamente non ce ne sarebbe dovuto importare nulla, noi stiamo parlando di musica italiana ed è quello che Mahmood ha portato sul palco dell’Ariston. E’ stato in grado di mescolare l’essenza musicale della sua etnia con una storia molto attuale e sentita che ha colpito molti. Alessandro (vero nome di Mahmood) è uno dei cantautori più interessanti della scena musicale italiana contemporanea, questo lo diciamo, non per salire sul carro dei vincitori come molti hanno fatto in questi giorni tanto che per quanto il nostro sito sia giovane abbiamo sempre dato spazio alle notizie relative alle produzioni e appuntamenti con l’artista, ma unicamente perché è stato uno dei principali hitmaker degli ultimi anni, ha scritto per Marco Mengoni, Elodie, Michele Bravi brani che resteranno nella storia della canzone italiana e che hanno raggiunto numeri stratosferici. Questa vittoria rappresenta per lui un nuovo punto di partenza non un punto di arrivo, un trampolino che gli potrebbe permettere di raggiungere il suo sogno dopo anni di gavetta e di porte in faccia.

Come spesso Claudio Baglioni ha esternato in conferenza stampa, ci sarebbe stata la volontà di eliminare il voto della stampa e della giuria d’onore, che anni fa vennero introdotti con il fine di bilanciare l’esito del televoto pilotato dai callcenter, ma che per paura di un’insurrezione da parte della stampa non fosse poi stato applicato. Sarebbe forse ora di rimettere il potere in mano al popolo, o per lo meno scegliere una giuria d’onore di veri esperti di musica, che possano valutare con strumenti tecnici e un orecchio allenato la qualità di un brano piuttosto che di un altro.