INTERVISTA, Veronica Vitale: “Il mio linguaggio è liquido!”

Dal 9 novembre sarà in radio World Travels, il nuovo singolo di Veronica Vitale feat The Mad Stuntman Reel 2 Real. Il brano è tratto dal disco Inside the Outsider che sarà disponibile dallo stesso giorno in tutti gli store digitali e uscirà anche nell’edizione speciale con il libro omonimo.

Veronica Vitale Inside Outsider Nuovo Album

Il libro Inside the outsider, un avvincente diaro di bordo in cui trovare la mappa per raggiungere la nostra felicità, racconta la nascita dell’omonimo disco di matrice futurista e di produzione statunitense. L’album, infatti, racconta il viaggio dell’artista fino ai confini del mondo e l’incontro profondo con culture e popoli diversi, dal Mediterraneo al Pacifico e ritorno, su una tavolozza di sperimentazioni sonore che partono dal pop aprendosi poi a un mondo “liquido”.

E a questo proposito Veronica Vitale ha dichiarato: «La musica ci circonda, è nel mondo e parte del mondo, per questo i miei suoni sono andata a prendermeli tutti quanti anche perché ho sempre pensato che quando un suono è vero, fa centinaia di echi. Mi piace entrare dentro le cose, e non guardarle soltanto. Io le attraverso mentre loro mi passano accanto, come fossimo liquidi, sia io che tutte le cose che ho attorno: liquide, come le note e tutti i generi musicali che in un ambiente liquido possono armonicamente coesistere. Il mio linguaggio difatti è liquido, come la società descritta da Zygmunt Bauman e richiede flessibilità, come onde, nel continuo alternarsi di soddisfazioni e delusioni, crisi e riprese. Il mio genere è Pop/Liquid Dubstep».

Il disco è stato prodotto negli Stati Uniti tra Cincinnati, Seattle e WA. Con la straordinaria partecipazione di Leon Hendrix, la stella del funk Bootsy William Collins, l’American Idol Jess Lamb, Stelvio Cipriani, The Mad Stuntman, Boyd Grafmyre, Joe Jackson, il sassofonista Marco Zurzolo, producer di Rihanna, Chew Fu e molti altri ancora.

 

Instervista

Chi è Veronica Vitale? 

Un Guerriero della Luce, come quello descritto da Paulo Coehlo.

Scorrendo tra le varie esperienze lavorative e di formazione, del quale sei stata protagonista, troviamo grandi nomi con i quali hai collaborato e concorsi di grande prestigio. Quale consideri sia stata l’esperienza che maggiormente ti ha formato? 

Tutte indistintamente, perché la gavetta é necessaria tutta e sempre. Però se dovessi sceglierne una, direi la stessa cosa detta ieri sera al mio team: sarò sempre riconoscente al produttore che per primo mi fece firmare il contratto discografico in Germania. Perché con un giro più alla larga, dall’estero all’italia, mi ha permesso di non morire come artista sotto le macerie di chi aspetta in fila un provino al talent show, o fuori la porta di un produttore che non risponde mai. Quando l’opportunitá non ha bussato, Io ho costruito la mia porta. In Germania di ancora più importante del disco di debutto in Top 10 Chart, la qualifica di Artista Internazionale e riconoscimenti in progetti importanti, ho potuto proteggere la mia scintilla, ed ora, 10 anni più tardi, posso alzare gli occhi al cielo, sentire ridere le stelle e guardare le costellazioni.

Dal 2013 al 2017 hai attraversato gli Stati Uniti, durante questo periodo hai conosciuto i più importanti esponenti del panorama artistico internazionale. Questo viaggio ti ha portato alla realizzazione di “Inside the Outsider”, quanto è stato importante questo percorso per la realizzazione del tuo progetto?

Quanto é importante per voi respirare? Ecco la vostra  risposta.
Il mio é stato un viaggio autentico e spietatamente vero al centro delle frequenze più intime del cuore umano in un messaggio di vita e d’amore universale sopravvissuto a 1000 forme di paura.

Raccontaci del libro “Inside The Outsider”, che è uscito come special edition del disco.

Un Diario di Bordo, per l’artista indipendente sulla lunga strada verso la felicitá, ma anche per l’essere umano e la vita di tutti i giorni, uno di quelli che si scrive giorno dopo giorno mentre ti rimbocchi le maniche, con un morso allo stomaco, in fila ad aspettare il tuo turno sulla lunga strada verso la felicità. Non regole ma coordinate di cui ho preso nota da Seattle 2013 a Cincinnati 2017. Il libro fa da custodia al mio disco, perché desideravo raccontare la mia storia da italiana nel mondo, anche all’italia, che non mi conosce, e far entrare nella vera realizzazione di un disco, tutto il pubblico. Inside the Outsider rappresenta Il mio ritorno discografico in Italia dopo 9 anni all’estero, volevo attraversare tutte le stanze dell’anima. Avevo un’anima grande come il mare ed allora l’ho divisa in tre parti, disco, libro e docufilm ad episodi in 5K. 15 brani originali di cui sono autrice e compositrice, un viaggio dal Mediterraneo al Pacifico tra i suoni del mondo ed il mio Pop/Liquid Dubstep. Produzione statunitense e completamente indipendente. Ho costruito il mio team da sola, e “da soli” abbiamo realizzato tutto.

Spesso hai usato il termine “liquido”, riferito alla musica e alle cose che ci circondano, potresti approfondire meglio questo aspetto? cosa intendi esattamente con questo termine?

Amo attraversare le cose del mondo che ho attorno, mentre loro mi passano accanto come fossimo liquidi che si compenetrano l’un l’altro, sia io che tutte le cose che ho attorno, liquide, come le note, e tutti i generi musicali che in un ambiente liquido possono armonicamente coesistere. Il mio linguaggio difatti è liquido, come la società descritta da Zygmunt Bauman, e richiede flessibilità, come onde, nel continuo alternarsi di soddisfazioni. Un genere che mi permette di fare con la musica tutto quello che voglio.