Giorgia, la recensione del nuovo album “Pop Heart”

Giorgia, la grande voce italiana, torna con il suo nuovo album di cover Pop Heart, in uscita venerdì 16 novembre 2018 per Microphonica srl/Sony Music.

Giorgia Pop Heart Nuovo Album

Recensione

In seguito alla conclusione del ciclo, iniziato nel 2011 con Dietro Le Apparenze, Giorgia torna sulla scenza musicale con un progetto a cui stava pensando da qualche anno ormai, Pop Heart, un album completamente composto da reinterpretazioni di brani rimasti nella storia della musica italiana e non solo.

Dopo aver collezionato, in oltre vent’anni di carriera, 25 dischi di platino e vantare collaborazioni internazionali di grande prestigio, l’artista romana si rimette in gioco e raccoglie in un album, che con alta probabilità vedrà un seguito in Pop heart 2, pezzi storici a cui tiene particolarmente, lavorati insieme al produttore Michele Canova in cui il filo conduttore è il riarrangiamento in chiave elettronica. Questo album nasce dall’esigenza di proporre qualcosa di per se nuovo, ma che svariate volte Giorgia nella sua carriera ha affrontato, soprattutto agli esordi, cantando i brani di altri celebri interpreti e oggi decide di raccoglierli e riproporli in questa nuova veste.

Da una selezione di oltre cento brani, Giorgia, ne ha selezionato quindici tra cui il primo singolo Le Tasche Piene di Sassi, una delle canzoni più intense della carriera di Jovanotti, del quale è interprete e co-autore, uscito nel 2011. Le reiterpretazioni che meritano sicuramente una nota sono: L’Essenziale (interpretata da Marco Mengoni e vincitrice del Festival di Sanremo del 2013), Gli ostacoli del cuore di Elisa, L’ultimo bacio di Carmen Consoli, I feel love di Donna Summer prodotta da Benny Benassi e l’intramontabile I will always love you di Dolly Parton, poi portata al successo dalla rivisitazione di Whitney Houston nel ’92 grazie anche al film Guardia del corpo, soprattutto in quest’ultima è inevitabile ascoltandola non rimanere a bocca aperta.

Sicuramente un album pieno di sfumature, molto diverse tra loro, ma molto rischioso soprattutto per quanto riguarda i brani italiani. La scelta di questi ultimi è stata coraggiosa poichè sono brani relativamente recenti, degli ultimi vent’anni e icone della musica nostrana, questo porterebbe inevitabilmente a un parallelo nell’ascoltatore, che vedrebbe forse snaturate le canzoni in conseguenza al riarrangiamento elettronico. Resta comunque grande curiosità in merito all’esecuzione live durante il tour, di questi ultimi, che partirà in primavera 2019.