Alessandra Amoroso, “10” è il giusto coronamento dei dieci anni di carriera! (RECENSIONE)

A distanza di quasi tre anni dalla pubblicazione dell’ultimo album  di inediti, Vivere a Colori, Alessandra Amoroso torna con il suo nuovo progetto discografico intitolato 10 in uscita il 5 ottobre per Sony Music Italy.

Alessandra Amoroso Cover 10

Recensione Album “10

Si parla di un album celebrativo per i dieci anni di carriera di Alessandra Amoroso da ormai un paio d’anni, i primi indizi li aveva dati la stessa Alessandra durante gli incontri con la stampa avvenuti in occasione delle due date sold out all’Arena di Verona del 2017, le aspettative erano e sono tutt’ora alte. In molti si chiedevano se dopo il successo di Vivere a Colori, il precedente album dell’Amoroso, e dei singoli Comunque Andare, Vivere a Colori, Sul Ciglio Senza Far Rumore l’interprete salentina sarebbe stata in grado di bissare i risultati raggiunti in passato. Ecco la nostra recensione di 10!

L’album si apre con il primo singolo estratto da 10, La stessa, scritta da Paolo Antonacci e Dario Faini con il quale Alessandra ha voluto dare una svolta al suo mood discografico, un testo fresco e apparentemente leggero ma con un grande significato, ed è stato forse questo il segreto del successo riscontrato con il pubblico, malgrado il periodo di pubblicazione, oltre 15milioni di views al videoclip e 3milioni di streams Spotify. Partiamo ora con l’ascolto degli inediti e boom… ascoltiamo Dalla tua parte, il brano che più ci ha colpito, a nostro avviso il più forte del disco, una vera perla che si saprà distinguere non solo in questo progetto ma anche all’interno del repertorio di Alessandra, intimo ma allo stesso tempo carico di emozione e sentimento, è un incoraggiamento che si rivolge a moltissime contestualizzazioni ed è ciò che lo rende così d’impatto… non è la classica canzone d’amore per il fidanzato o la fidanzata, è molto di più. In Forse domani, ritroviamo l’Alessandra delle fortunatissime ballad ma con qualcosa in più rispetto al passato, si percepisce un calore e una forte intensità che lascia l’ascoltatore un pò spiazzato una volta giunto al ritornello. Un’altra piccola perla è Forza e coraggio, un sound attuale che la cantante salentina rafforza con delle allegorie vocali molto interessanti, che forse, non erano state mai valorizzate così appieno in passato.

Ascoltando La gente non sei tu, per il primo minuto, non siamo ben riusciti a capire dove si stesse andando a parare, con il ritornello si riprende! Inevitabile non rimanere affascinati da come Alessandra riesca a prendere per le briglie il brano e modellare la sua voce al servizio di esso, che per una parte iniziale non sembrava promettere per il meglio. Proseguendo con l’ascolto ci imbattiamo in Trova un modo, scritta da Roberto Casalino e Dario Faini, una sorta di invito ad agire “se vuoi farti amare, trova un modo per entrare e per ricominciare” il tutto cucito attorno ad un ritmo coinvolgente che ricorda per certi aspetti quello di Comunque Andare. Se con Trova un Modo ci eravamo un attimo agitati sulla sedia, con Cadere piano ci tranquillizziamo e ritroviamo una ballad classico stile, forse un po’ troppo ripetitiva, per certi versi spezza l’armonia creata dai brani precedenti. Fortunatamente, l’armonia persa, la ritroviamo in Simmetria dei desideri che rappresenta per eccellenza la canzone da cantare a squarciagola in macchina con gli amici, complice il ritornello divertente, fresco e piacevole. Con Declinami l’amore, anch’esso scritto da Roberto Casalino, affiancato questa volta da Davide Simonetta, troviamo una ballad che riesce a farci riassaporare gli esordi della salentina, esaltandone le doti vocali e soprattutto l’estensione nel ritornello.
Buongiorno a un orecchio poco attento può sembrare un brano molto blando, con un ascolto meno cinico si riesce ad individuare il focus della canzone, troviamo un’Alessandra completamente a suo agio in grado di esibire un parlato, maturato durante la produzione di Tiziano Ferro, per quasi tutta la durata della canzone alternato a degli acuti in cui si può tornare a intravedere quel famoso impasto vocale che l’ha sempre caratterizzata e che si era dato un pò per latitante negli ultimi album. Parlare perdonare baciare e Parola chiave sono forse i brani più “deboli”, si distanziano molto dallo stile dinamico che abbiamo ascoltato fino ad ora, molto più pacati, tanto da non lasciare una precisa impressione e non concretizzare nell’ascoltatore un’idea chiara di quale sia il loro significato all’interno del disco. Torniamo un po’ spensierati con Ogni santissimo giorno, un brano allegro in cui l’Amoroso riesce a mettere a fuoco sia la sua voce che la sua personalità, accompagnata da un sound attuale che si posiziona molto bene all’interno della scelta musicale dell’album. In chiusura troviamo In me il tuo ricordo, scritto da Federica Abbate e Cheope, è sicuramente un brano che colpisce molto per le immagini espresse nel testo “è un coltello nel fianco, un fiammifero al buio, un compagno di banco, un sorriso nel pianto“, dà una rappresentazione concreta all’ascoltatore della sensazione che si vuole esprimere.

Sicuramente 10 risulta essere un album lavorato con estrema cura in studio, che per essere compreso affondo necessita più di un ascolto. Se dobbiamo trovare un neo all’interno del disco, si potrebbe evidenziare l’apparente mancanza di potenziali tormentoni radiofonici come Vivere a Colori, Sul Ciglio Senza Far Rumore e Comunque Andare che già al primo ascolto lasciavano piacevolte spiazzati. Pur con qualche brano che si allontana un pò troppo dal contesto, 10, a nostro avviso è il giusto coronamento dei dieci anni di successi discografici di Alessandra Amoroso.