INTERVISTA: Kiol “Il segreto è circondarsi di persone con i tuoi stessi obbiettivi”

Dallo scorso 4 maggio, è in radio anche in Italia Broken Up Again, il primo singolo che ha segnato il successo in Belgio e Regno Unito di Kiol, il giovane talento italiano dalla perfetta pronuncia inglese, che è arrivato a lavorare con i musicisti di Paolo Nutini e il suo produttore Dani Castelar.

A soli 20 anni, il talento torinese prestato all’Europa, ha già scritto più di 50 canzoni e ha suonato in più di 70 concerti in Gran Bretagna, Irlanda, Francia, Olanda, Belgio, Austria, Italia, Svizzera e Lussemburgo in locali e festival come l’O2 Academy Isligton, O2 Academy Oxford, O2 Academy Liverpool, Grand Social, Botanique, Melkeweg, Kulture Fabrik, The Garage, L’Old Blue Last, St.Pancras Old Church, Eurosonic, The Lousiana, Europavox Festival, Wavesvienna, Home Festival, MiAmi, Apolide, Surfana Festival e Unitarian Church.

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Ecco le prossime date del tour:

29 giugno – Cleremont Ferrand (FR) – EUROPAVOX FESTIVAL with JAIN

4 agosto – Cambridge (UK) – Cambridge Folk Festival with Patti Smith

 

Intervista

Kiol, parlaci di te e della musica!

La mia carriera, se così possiamo definirla, inizia all’età di 5 anni quando scoprii tramite un amico più grande lo straordinario mondo della batteria. Inizio così a suonarla prendendo lezioni per un anno, per poi proseguire come autodidatta, entro in contatto con mille realtà differenti e inizio a scrivere canzoni su stili diversi. Ho scoperto poi la mia attitudine a scrivere testi e per questo mi ritrovo a suonare la chitarra, per avere una base sul quale creare le melodie, mi piace a tal punto che inizio a registrare su Garageband e pian pianino questi beat rap sono diventate canzoni, le parole sono diventate testi di canzoni sia in inglese che in italiano… così ho iniziato a scrivere musica, musica e ancora musica.

Quali artisti o brani ti hanno influenzato nelle scelte del tuo percorso musicale?

Chi mi ha portato per mano ad ascoltare non solo la batteria ma anche ad ascoltare la voce è stato Kurt Cobain e tutti gli artisti sullo stesso stile. Successivamente scopro il folk in Irlanda, dove mi trasferisco per lavorare una stagione causa un bocciatura a scuola.  Per questo inizio ad ascoltare Paolo Nutini di cui mi innamoro in particolar modo della sua voce e della sua penna a tal punto da ritrovandomi a cantare cover in un parchetto con gli amici, gli stessi che hanno iniziato a chiamarmi Ceol (che significa Musica in antico gaelico) successivamente fonetizzato in Kiol. Più ascoltavo e più ero curioso di scoprire la storia della musica.

Ti abbiamo visto collaborare con importanti esponenti della musica italiana e mondiale, come Natalie Imbruglia e Dani Castelar. Come e cosa ricordi di questi incontri professionali?

Il mondo discografico è descritto come un male che può mangiare, questo però accade quando lavori con persone che non hanno i tuoi stessi obbiettivi che mirano ad altro. Invece esiste un mercato musicale che non è così! Ti racconto che mentre guardavo Paolo Nutini su Youtube il mio manager mi chiamò e mi disse che sarei stato in uno studio di registrazione in Irlanda per una settimana a lavorare con i musicisti professionisti dello stesso, e scoprendo che erano coloro che avevano lavorato all’ultimo album di Paolo Nutini di cui ero fan. Una meravigliosa occasione con tutto lo stupore di ascoltare le proprie canzoni suonate dai miei idoli… ma la bellezza più grande è stato scoprire un lato del mondo della musica, quello di scoprire che quelle persone scelgono di fare musica e lo fanno perchè amano il loro lavoro, lo fanno perché vogliono donare qualcosa di bello al mondo.  Tutto ciò mi ha permesso di esprimere sempre quello che sentivo, e per questo mi sento fortunato!

Con il singolo “Broken Up Again” hai conquistato il Belgio e il Regno Unito.  Come pensi che l’Italia abbracci il tuo brano? Come nasce questo singolo?

Questo singolo l’ho iniziato a scrivere circa quattro anni fa… fase da batterista. “Broken Up Again” nasce da una storia di un mio amico, che per il suo compleanno, era stato raggiunto dalla sua fidanzata che viveva all’estero per l’Erasmus e in occasione di questo dolce incontro, mi viene chiesto di cantare una serenata per la sua fidanzata.

Questo singolo ha rappresentato molto e mi ha restituito molto, posso solo abbracciare tutto quello che ancora mi regala.

I numeri che ti accompagnano sono notevoli! Oltre 70 concerti in giro per l’Europa e domani sera sarai a Bruxelles con Elisa, un’artista amata e apprezzata. Come vivi questo grande momento nonostante la tua giovanissima età?

Cantando in inglese, mi ha permesso di far ascoltare la mia musica in Belgio, in Spagna, in Francia….

La mia musica così, può viaggiare in tutta Europa ed per questo che con il mio Manager abbiamo deciso di propormi per dei live in Europa…. Ricordo ancora il terrore nei primi concerti, mi sono ritrovato un pubblico che aspettava oltre la musica anche un dialogo, pensa che per la troppa paranoia mi scrivevo le frasi utili prima di iniziare un live. La mia forza è stata trasformare l’ansia in energia, diventare un leone che si diverte. Quando vedi le persone che ti guardano e ti ascoltano attentamente… ti dici “cosa posso volere di più?!”

Hai un sogno da realizzare? Quale?

Continuerò a fare live perché se sei un artista emergente devi riuscire a fare musica per il tuo pubblico e scrivere per creare un nuovo album. Questa estate farò dei festival, e contemporaneamente cercherò di dedicarmi alla registrazione dei primi tre brani dell’album nuovo che dovrebbero essere dei singoli. Una volta registrati i singoli produrremmo gli altri pezzi per realizzare il nuovo album.