Quarto Grado: Caso Vannini, polemiche sulla sentenza e l’indignazione di Ladispoli

Il caso della settimana, la sentenza di primo grado per il caso dell’omicidio di Marco Vannini, è al centro dell’appuntamento di Quarto Grado-La domenica, in onda il 22 aprile, nell’access prime-time di Retequattro.

Il programma condotto da Gianluigi Nuzzi, in particolare, si sofferma sulle motivazioni che hanno portato i giudici della Corte di Assise di Roma a ridurre le pene ai Ciontoli rispetto a quanto richiesto dalla pm, cosa che ha provocato la rabbia della famiglia della vittima.

14 anni per il padre Antonio, 3 per la moglie Maria Pezzillo e per i figli Martina e Federico; assolta la fidanzata di quest’ultimo, Viola Giorgini. L’accusa per l’uomo è di omicidio volontario in concorso con gli altri componenti del nucleo familiare, per i quali il reato contestato è omicidio colposo. La pm Alessandra D’Amore aveva chiesto pene molto più dure: 21 anni per il capofamiglia e 14 per la consorte e i due ragazzi. Per la donna e i figli, quindi, è caduto il reato di omicidio volontario. La Corte, inoltre, ha riconosciuto a tutti le attenuanti generiche.

Il programma a cura di Siria Magri ripercorre la vicenda del delitto Vannini, avvenuto a Ladispoli nel 2015, quindi analizza il verdetto anche nei suoi aspetti più tecnici.

Ci sono arrivate numerose segnalazioni in merito alla vicenda e per quando riguarda una petizione da parte di cittadini ladispolensi che in poche ore è dilagata oltrepassando i confini regionali.

Ecco l’appello ai commercianti di Andrea Tabacchini amministratore del gruppo Ladispoli Città:

Andrea Tabacchini Ladispoli Città Sentenza Vannini