Intervista a Patrizia Cirulli, il nuovo album si intitola Sanremo D’Autore

Da venerdì 19 gennaio è disponibile nei negozi tradizionali, in digital download e su tutte le piattaforme streaming Sanremo D’Autore, il nuovo disco della cantante e interprete Patrizia Cirulli. Dodici brani arrivati ultimi, penultimi o non arrivati in finale in altrettante edizioni del Festival di Sanremo e reinterpretati dalla cantautrice conosciuta per la sua capacità di muoversi tra profondità e leggerezza. In studio, insieme a Patrizia Cirulli, artisti del calibro di Mario VenutiSergio Cammariere e Vince Tempera.Patrizia Cirulli, cantautrice milanese dalla voce “insolita e straordinaria” come l’ha definita un giorno Lucio Dalla, opera da anni nel campo della musica leggera e della musica d’autore. Vince tre volte il Premio Lunezia, i primi due nel 2010 e nel 2013 nella categoria Musicare i Poeti, ed è finalista al Premio Tenco 2013 . Il 19 gennaio 2018 è uscito il nuovo album dal titolo Sanremo d’Autore, una rilettura di alcuni brani che hanno partecipato negli anni al Festival di Sanremo e che hanno in comune il fatto di essere arrivati ultimi e penultimi nella classifica delle votazioni finali oppure non essere stati ammessi alla serata finale.

PATRIZIA CIRULLI cover Sanremo D'Autore

Il disco, nato da un’idea di Francesco Paracchini, è stato prodotto da Patrizia Cirulli e l’immagine di copertina, del fotografo Renzo Chiesa, è stata realizzata al Teatro Carcano di Milano.

Intervista

Il tuo nuovo album si intitola Sanremo d’Autore, come mai la scelta di reinterpretare i brani del Festival di Sanremo arrivati ultimi o comunque non arrivati alla serata finale?

Inizialmente, parlando con un amico discografico, era venuta fuori l’idea di fare un disco di cover. Poi, approfondendo il discorso con Francesco Paracchini, è nata l’idea di concentrare l’attenzione sui brani non premiati dalle giurie al Festival di Sanremo.

E’ un’idea che mi ha subito divertito ed appassionato, in quanto ci sono subito venute in mente una serie di canzoni che, appunto, non ebbero successo nelle serate del Festival, ma diventarono dei grandi successi, partendo da “Vita spericolata” e “Donne” fino ad altre bellissime canzoni non valorizzate e “comprese” nell’immediato.

La bellezza delle cose a volte si scopre avendo a disposizione un po’ più di tempo e con un’ attenzione diversa.

E’ online il nuovo singolo Un altro posto nel mondo, brano con il quale Mario Venuti gareggiò al Festival di Sanremo nel 2006. Come mai tra i dodici brani contenuti nel disco hai scelto proprio questo?

Si tratta di un brano che ho sempre amato, ed è una canzone meravigliosa, scritta da Venuti e Kaballà. Il brano non arrivò alla serata finale del festival, venne eliminata. Non premiare, e addirittura eliminare,  una canzone di profonda bellezza come questa, non mi trova d’accordo. Ma la bellezza, per fortuna, vive di vita propria.E’ un brano che ti porta da un’altra parte, quasi in un’altra dimensione.

Nella versione realizzata in questo disco, solo voce e pianoforte, questo aspetto evocativo lo si percepisce ancora maggiormente.Amo molto la raffinatezza di Venuti come autore e come interprete. Si è poi presentata la possibilità di girare un video del brano in un contesto altrettanto evocativo e sognante, all’interno della Torre di Sulis ad Alghero. La scenografia di Guido Beltrami ha avvolto di magia il tutto.

Qualche anno fa hai dichiarato di apprezzare la nuova generazione dei cantautori italiani però i tuoi riferimenti rimanevano sempre quelli della tradizione italiana. E’ cambiata la tua visione? C’è qualche autore che apprezzi e con il quale magari ti piacerebbe collaborare?

In realtà la penso ancora così…Po le cose belle ci sono ma bisogna andarsele un po’ a cercare, perchè nella “grande distribuzione” (e questo vale per tutto, non solo per la musica) non è detto che si siano le cose più interessanti e i “prodotti” migliori. Certo, i riferimenti rimangono nei grandi del passato, tuttavia quando qualcosa mi piace e ne riconosco la bellezza, vale questo.

Lele Battista cura sempre ogni mio disco o registrazione, ma non ho mai collaborato con lui a livello di scrittura. Sarebbe bella una collaborazione con lui anche da questo punto di vista. Lele è  anche un bravo autore.

Hai ricevuto numerosi riconoscimenti e apprezzamenti da parte di grandi autori della musica italiana come Lucio Dalla, Mario Lavezzi, ecc come ti fa sentire questo? Ti mette sotto pressione o ti stimola?

Posso solo essere grata per questo. Nessuna pressione, solo gratitudine, mettendomi nella condizione di poter migliorare in ogni nuova avventura artistica.