Intervista a Marquica, dall’esperienza con i Dirotta su Cuba a La Teoria della Ghianda

Il 2 febbraio 2018 esce il disco La teoria della ghianda, ultimo capitolo del poliedrico viaggio musicale di Marquica, racchiude 12 inediti nei quali le sonorità black/soul e pop si mischiano a quelle della tradizione cantautorale italiana. 

Nicoletta Marchica, in arte Marquica, artista poliedrica che vanta la partecipazione a svariati eventi live quali Motor Show con Red Ronnie, Tim Tour, Coca Cola Tour e Sprite Tour con Radio Deejay e molti altri. Nel 2005 diventa la voce dei Dirotta su Cuba, accompagnando la nuova esperienza del gruppo insieme a Rossano Gentili nel disco Jaz pubblicato nel novembre 2005 al quale sono seguiti quattro tour nei migliori club, teatri e piazze italiane.

Un giorno qualunque è la storia vera di una donna dalla vita perfetta che incontra uno sconosciuto con il quale passerà tre ore di passione intensa. racconta Marquica Sensazioni, paure, sensi di colpa. Il brano racchiude tutte queste emozioni, detonate da un’esperienza a tratti devastante, ma iniziata e morta in poche ore“.

E’ on line sul canale YouTube di Marquica Un giorno qualunque, nuovo video e singolo dell’artista originaria di Sondrio e milanese d’adozione. Il video, diretto da Lorenzo Avanzi, segue i precedenti La mia escort e Fibre e anticipa l’uscita de La teoria della ghianda, nuovo disco di Marquica, disponibile dal 2 febbraio in digital download e su tutte le piattaforme streaming.

Intervista

Il tuo nuovo album, in pubblicazione a febbraio, si intitola La Teoria della Ghianda ed è stato prodotto da te e da William Nicastro. Quali caratteristiche presenta l’album? 

Il mio nuovo album è un disco pop contaminato dalla musica che amo e che ha diverse origini,sia di matrice black,soul funk che di cantautorato melodico italiano con alcune aperture provenienti dal mondo del musical,mio altro grande amore.

Per quello che riguarda i testi sono autobiografici e non,ma  raccontano sempre  storie reali e vissute,trovo fondamentale e interessante il poter essere autentica e le parole hanno un grande peso in questo disco.

Parlo di me,del mio primo grande amore e dell’ultimo piu’maturo,di due adolescenti che cercano solo il loro spazio,di una escort incontrata per caso una sera dopo un mio concerto con la quale sono stata ore a chiacchierare sulla sua vita come fossimo amiche di lunga data,parlo di mio figlio e della sua fatica a guardare in faccia gli altri,parlo di ciò che farei e vorrei addosso se fosse l’ultimo giorno della terra e poi parlo della MadreTerra e della scelta che potremmo fare tutti i giorni,per lasciare a chi resta,un posto migliore,anche attraverso le relazioni,il cibo e i pensieri che decidiamo ci appartengano.

In questo album racconti storie di vita vissuta da amici e conoscenti, come è avvenuta la raccolta di queste storie e la trduzione di essi in testi e musiche? 

Queste storie hanno scelto me,io mi sono trovata semplicemente li’e in ascolto ed è una cosa che mi succede continuamente e di cui sono felice,moltissime persone amano raccontarmi il loro vissuto,anche per strada,in tram,nei bagni pubblici:)

Scrivo canzoni da quando ho 8 anni quindi probabilmente e inconsapevolmente sono io stessa ad attirarmi questo,per poi avere nuovi stimoli creativi e musicali,anche perché penso che si possa cantare anche l’andare a far la spesa,è il come che fa la differenza.

Amo i testi ermetici cosi’come quelli fittamente descrittivi,narrativi e personali e sono certa che ogni parola,ogni sillaba abbia il suo suono,sta a noi comporre un puzzle che ci affascini.

Per esempio uno degli ultimi brano”Pachamama”è nato proprio da questo sostantivo che in me è subito suonato con un groove elettronico.

Mi basta una frase e di li’a poco la canzone si forma da sola nella mia testa,anche senza pianoforte che poi mi aiuta a dare un vestito bellissimo,ad un corpo già definito.

Puoi vantare un’ampia lista di partecipazioni ad eventi musicali e non solo. Quanto credi sia importante per i giovani, oggi interpretare un percorso di formazione sul campo come il tuo? Quanto è stato importante per te creare questo bagaglio di esperienze?

Devo tantissimo alla mia esperienza live,di qualsiasi tipo,dai teatri,alle piazze,ai musical,ai club e penso fortemente che è questo il grande limite di oggi,ovvero che per i giovani c’è pochissimo spazio per crescere e fare gavetta e mi spiace con tutto il cuore e nel mio piccolo dò sempre modo a cantautori che stimo,di aprirmi i concerti,proprio perché mi rendo conto di quanto sia durissimo e ingiusto il non potersi formare né esprimere.

Mi ricordo un’intervista di Rachelle Ferrell,artista incredibile che amo,dove diceva che non ricordava un giorno della sua vita in cui non avesse cantato per almeno tre ore..ed è cosi ché secondo me dovrebbe essere.

I Live sono fortemente in crisi soprattutto per chi propone musica inedita ed è un vero peccato perché credo sia l’unica dimensione che alla fine faccia crescere,migliorare e lasci un segno.

Raccontaci la tua esperienza come voce dei Dirotta su Cuba?

Con i Dirotta Su Cuba è stato bellissimo,io avevo 24 anni e sono stata catapultata su palchi enormi con musicisti davvero grandiosi,devo tantissimo a questa esperienza,anche in studio e nella scrittura.

Ho visto tutta l’Italia e posti dove probabilmente non sarei mai stata,conosciuto persone incredibili e cantato canzoni sia composte da me che non,che mi hanno migliorata come performer in modo completo,anche in situazioni estreme dopo piu’di dieci ore di viaggio,trovarsi li’,distrutti dalla stanchezza,eppure con una forza e una voglia di suonare che superavano ogni fatica.

Sono rimasta in ottimi rapporti con ognuno di loro che sostengono i miei progetti,sono stati una casa e porterò per sempre con me questi anni di gavetta e un disco,”Jaz”,forse troppo all’avanguardia per gli anni in cui è uscito,con suoni e mood ripresi successivamente da molti artisti,che mi ha insegnato moltissimo,come songwriter e persona.

Cosa si dovrà aspettare il tuo pubblico dai live di Milano? Ci saranno altre date in giro per l’Italia?

Il 10 febbraio suonerò in un club che adoro,il Bonaventura di Milano,molto intimo e in stile Jazz Club Newyorkese,il 14 aprile sarò la madrina di un evento grandioso che si chiama Fruttamami e il 5 maggio al Teatro 89 sempre di Milano.

Quello che succederà sarà la mia storia,il susseguirsi di queste canzoni e delle mie presentazioni(Io parlo tantissimo durante i concerti),tanta musica e tanto spazio ai miei cinque bravissimi musicisti che mi supportano e sopportano:),tanta improvvisazione ed emozioni autentiche,senza filtri né finzioni.

Cerco di mischiare al pop molti generi differenti,amo che oltre alla canzone ci sia la musica a parlare,ci sarà anche qualche recitativo e poi non so stare ferma sul palco,non sono una cantautrice classica seduta al piano,che mi serve per comporre ed è il mio strumento preferito,ma che durante il live viene suonato da Giordano Alberti che sa cogliere ogni mia sfumatura e sublimarla,io preferisco dedicarmi al corpo,alle parole,ai suoni e al rapporto molto vicino e confidenziale che amo avere con il pubblico.

Per ora i live saranno soprattutto nella mia città e comunque in Lombardia.