Conferenza Stampa e Ascolto del Disco • Francesca Michielin presenta 2640

Oggi si è tenuta la presentazione stampa del nuovo album di Francesca Michielin, 2640, in uscita il prossimo 12 gennaio e anticipato dai singoli Vulcano, Io non abito al mare e dal brano Tropicale.

2640 Francesca Michielin

Si intitola 2640 il nuovo album tutto di inediti di Francesca Michielin contenente 13 brani di cui 11 portano la firma di Francesca, rappresenta un racconto in musica della sua crescita, delle sue esperienze e della sua visione del mondo.

2640 ruota attorno al logo composto da tre triangoli colorati che rappresentano i tre simboli e anime del disco. Il primo è un Vulcano rosso, come le parole più crude da comunicare. Il secondo è un Mare, blu e caotico, da imparare a ascoltare. E il terzo è una Montagna, alta, dove si arriva sulla cima solo per provare a immaginare.

Conferenza Stampa

Dopo l’ascolto di alcuni dei pezzi del nuovo disco, Francesca ha raccontato il concetto dal quale è partita la lavorazione di questo disco:

Per questo album sono partita dall’obbiettivo di voler parlare di cose per me importanti, di mettere tutto in questo album, ho voluto esprimere l’importanza di sentire, ascoltare, immaginare e l’appartenenza alle proprie radici. Sono tutti brani nati in modo viscerale, in brevissimo tempo (…) Comunicare, il brano che apre il disco è stato scritto in quaranta minuti. 

Il disco è stato realizzato in circa un anno di lavorazione, abbiamo avuto un periodo di pre-produzione in cui abbiamo deciso le musiche, i concetti e le dinamiche che volevamo affrontare e nella post produzione a Los Angeles con Michele Canova abbiamo cambiato molto poco la struttura dei brani, ad eccezione di Tropicale che da una ballad l’abbiamo reso un pezzo musicalmente diversissimo. 

Francesca e lo sport

Nel disco ho inserito molti riferimenti allo sport, come metafora, ad esempio in serie B ho voluto fare una sorta di rivendicazione di tutte quelle persone che meriterebbero un posto nella serie A ma sono costretti per una serie di motivi a stare in serie B, ad esempio le donne che vengono considerate dalla comunità una sorta di ruota di scorta, devono stare a casa a pulire, fare da mangiare e badare i figli, oppure riferito a me quando dicono “Francesca è tanto carina e dolce” e invece mi incazzo e sbotto anche io.

Francesca e la comunicazione di oggi

Amo molto i social e stare al passo con le nuove comunicazioni, partendo dal presupposto che amo scrivere e lo potete notare dal mio blog oltre che dai miei dischi, credo che oggi come oggi la comunicazione sia molto veloce e forse perde di contenuti e qualità creando fraintendimenti. 

Ascolto dell’Album

L’album si apre con Comunicare che rappresenta lo slogan principale del disco, un vero e proprio manifesto in musica… l’importanza di comunicare in modo corretto, tutto questo accompagnato con un sound internazionale ispirato agli anni ’90 così come in Io Non Abito al Mare, definita da Francesca come il brano d’amore più coraggioso mai scritto poiché non si nasconde, esterna la voglia di abbracciarsi, di non avere paura di mostrare pura tenerezza in un mondo che spinge in tutt’altra direzione, verso le relazioni forzatamente passionali.

L’esplosione creativa, e non solo, di Francesca la scopriamo nel primo singolo estratto da 2640Vulcano, raccontando la rabbia e la voglia di ripartire più forte di prima dopo una delusione d’amore e in Lava in cui si parla di una donna-oggetto, il divertimento dell’uomo, ferita psicologicamente e fisicamente da quest’ultimo e la sua ribellione a questo stato cercando di ritrovare se stessa o di trasformare la sua debolezza in forza. Ripercorre per alcuni aspetti questo messaggio, anche se in maniera più intima e meno “aggressiva” anche E se C’era…. che vuole incoraggiare ad andare avanti e lasciarsi gli ostacoli e gli errori che ci bloccano alle spalle.

Un “sequel” di Vulcano lo troviamo in Scusa se non ho li occhi azzurri, in cui dopo la rabbia iniziale iniziano i dubbi e le riflessioni sugli sbagli. Due galassie invece è un brano che parla di crescita, o meglio, di una storia giovane in cui le due persone coinvolte non crescono di pari passo, si perdono, viaggiano su due piani diversi, non si sanno stupire.

Bolivia è una deuncia! Un brano che fa riflettere, un attacco a chi con perbenismo e superficialità affronta situazioni molto complesse e pensa di poter cambiare il mondo semplicemente rifiutando tutto il proprio presente. Il brano è intitolato Bolivia perchè per parlare di questo argomento Francesca ha voluto come fare un esempio di questo rifiuto, portando all’attenzione uno dei paesi più in difficoltà dell’America del Sud, di cui si sente parlare poco, quando invece è a stretto contatto con la nostra quotidianità.

Con Serie B Francesca affronta una grande delusione d’amore, che lei rapporta alla retrocessione del Vicenza in Serie B, è una sorta di brano di rivalsa, un recupero che può essere contestualizzato in vari ambiti della vita dall’amore all’amicizia, dal lavoro alle passioni.

Tapioca è essenzialmente un brano di ringraziamento, una specie di cantico urbano, dove viene ringraziato tutto per gli incontri che mi ha fatto fare ma soprattutto per quello che non mi ha saputo dare. In Tropicale c’è un contrasto costante tra spiaggia e mare, dove la spiaggia è il ritrovo di una festa caotica e rumorosa, e il mare è un luogo dove si vuole evadere perché non ci si sente adatti ad affrontare una serie di situazioni.

Troviamo come tema ricorrente nel disco anche il sacrificio e la famiglia, due temi importanti che vengono affrontati nei brani Alonso, ispirata a Fermando Alonso del quale Francesca è fan, una riflessione sulla nostra capacità di compromettere autonomamente le nostre capacità creandoci degli ostacoli da soli.

Da questo nuovo album di Francesca emerge un grande senso di rivalsa e di gratitudine, di sensazioni reali di tutti i giorni che vengono espresse con frasi immediate, abitudini o desideri. Sicuramente un album di grande crescita sia sotto l’aspetto musicale che dei testi, una ragazza così giovane ma così matura e consapevole nel saper tradurre emozioni che tante volte sottovalutiamo e a cui non facciamo caso e porvi attenzione.