Recensione del nuovo album di Gianna Nannini, Amore Gigante

Amore Gigante, questo è il titolo del diciottesimo album di Gianna Nannini, in uscita il 27 ottobre per Sony Music. Noi lo abbiamo ascoltato in anteprima durante la festa di Presentazione e questa è la nostra recensione!

Gianna Nannini Amore Gigante

INONDIAMO IL MONDO DI COLORI, INONDIAMO IL MONDO DI CANZONI” 

Questa è una delle più belle descrizioni della Gianna Nazionale e più che mai Internazionale, del suo nuovo album. Registrato tra Londra e Los Angeles, cinque colori diversi ed esclusivi sono stati usati in copertina per un disco gigante che esce in cd semplice e in versione deluxe, che comprende anche un secondo cd con il live Sotto la pioggia – Live a Verona.
Le quindici nuove canzoni di Amore gigante sono un viaggio rock negli stadi d’animo e di autentica esplorazione emotiva.
Riscopriamo una deliziosa e forsennata, imprevedibile e dolce Gianna, che come una vera rocker non ha paura di mettersi a nudo.

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L’album si apre con Cinema, uno splendido biglietto da visita, un racconto sull’amore che attraversa tutti i possibili scenari e affermando: “Nel cuore mio c’è un cinema”. Fenomenale, uscito come primo singolo dell’album, è camminare dentro l’amore, una botta di energia sensuale, per vedere chi è più bravo “a sbagliare” e chi “a mentire” “Tutto questo è una pazzia” alla quale è impossibile resiste.
L’amore è il motore che muove il mondo dell’anima, Gianna lo sa bene, e in Amore Gigante lo descrive come una forza capace di sollevare e permettere di  amare per quello che siamo, senza pregiudizi.
Poi ci sono quelle sensazioni strane, quelle zone d’ombra, dove i sentimenti non sanno mai bene quale strada prendere e due brani lo descrivono a perfezione: uno è Filo Filo, amori sul filo rosso della banalità nei quali non si capisce perché Tutto cambia, ma io sono ancora qua; e Quasi Quasi Rimango in cui, con gli splendidi archi della London Session, la Nannini canta“cuori solitari” che hanno “voglia di baciare la tua faccia”. La difficolta, ovvero,  delle nuove generazioni disilluse che cercano l’illusione di un amore in un semplice istante.
La Gianna, come la chiamano i suoi fan, sempre accompagnata dalla London Session, con Piccoli Particolari gli fa capire come pur sentendosi disorientati ci si possa entusiasmare con poco. Una splendida perla sull’amore.
Nell’album la cantate non si esime dal parlare della parte dolorosa dei sentimenti, con arpeggi di chitarra, nostalgicamente racconta di rapporti finiti che fanno ancora tanto male come in Pensami. Le colpe prese per la fine di una storia (Tutta Mia); l’elaborazione della fine, la voglia di stare da soli consapevoli di aver fatto una scelta giusta (Non è vero). Due entusiasmanti ballate tornano nell’album, con testi carichi e fiammeggianti, raccontano la nascita, la passione, lo smarrimento inebriante dell’amore (Tutto quello che voglio…) che molto spesso dà turbamento (Cosa vuoi…).
Ricorda anche di non abbassare mai la guardia: non restare insabbiati (Sabbia mobile) in situazioni finite, anche se  manca un pezzo  (Senza un’ala) bingo andare via da una storia  finita (Una vita con te) e ricominciare speranzosi. L’album non si poteva chiudere con un brano più bello, L’ultimo latin lover scritta da Annalisa insieme a Francesco Bianconi dei Baustelle,
La dea del rock ricorda alle donne di riprendere se stesse dopo un delusione.  E come lo fa? Con la musica più rombante e scanzonata possibile, accompagna l’ultimo latin lover alla porta.
La grande Gianna Nannini in questo suo ultimo lavoro racconta l’Amore sotto ogni sua forma e sfumatura di colore, e possiamo dire usando un gioco di parole,  che è stata veramente una GRANDE!