Carlo Valente, esce il nuovo singolo intitolato Sto Giocando

E’ uscito Sto giocando, il secondo singolo del cantautore reatino Carlo Valente, tratto dal suo album d’esordio Tra l’altro…, candidato alla Targa Tenco come migliore opera prima del 2017. Un anno carico di soddisfazioni per il giovane cantautore, classe 1990, che con il brano Crociera maraviglia, dedicato alla tragedia dei migranti, ha anche vinto il Premio Amnesty International Emergenti a Voci per la libertà, contest riservato alle canzoni che affrontano il tema dei diritti civili.

Valente Sto Giocando

Il brano in uscita racconta di un amore che sembrerebbe consolidato ma che dopo ogni slancio si nasconde dietro un Sto giocando. Una Roma da cartolina fa da sfondo alla storia dei due innamorati, accompagnandoli nella loro quotidianità; un rapporto come tanti, con pregi e difetti, con un impeto che dura il tempo di una strofa ma subito sembra disgregarsi in un gioco. La canzone, come tutte quelle dell’album, è corredata una illustrazione di Francesca Maria Tiberti, alias Dianthus, che ha curato anche la grafica del disco.​ Ad accompagnare il brano, da oggi su You Tube, il video firmato da Adriano Natale e prodotto da Isola Tobia Label e Capture Studio Roma.

Tra l’altro…, opera prima di Carlo Valente, classe 1990, è un disco che parla d’amore e di mafia, di calcio e immigrazione, di vanità, politica e violenza. E lo fa con simulata leggerezza, anche se in realtà l’album non concede sconti. Lo sguardo del giovane cantautore è senza dubbio rivolto alla canzone d’autore più attenta ai temi sociali; la sua rilettura è fresca, attuale, diretta, immediatamente fruibile. Non pontifica, non arringa, racconta, immagina. Così il patto Stato-mafia diventa una storia d’amore, La trattativa Sandro-Maura; il viaggio dei migranti appunto una Crociera maraviglia; il nostro attempato Paese si trasforma in Il mio vecchio porcile di ispirazione orwelliana e il racconto della vicenda Aldrovandi viene narrato in prima persona da un Federico che sorride e tende la mano ai suoi assassini per spezzare idealmente il circolo della violenza.

Il disco è prodotto e arrangiato da Piergiorgio Faraglia e Francesco Saverio Capo.