MANNARINO: Recensione Apriti Cielo Tour al Villafranca Summer Festival

Abbiamo assistito a una delle date estive del Apriti Cielo Tour Estate 2017 del cantautore romano, Mannarino, ed eccone la nostra recensione.

Partito ben 16 anni fa con la sua chitarra in spalla dal quartiere Monti della sua amata città, Roma, il cantautore Mannarino conquista l’italia con il tour del suo nuovo album uscito a gennaio, Apriti Cielo.
All’interno di questo album con il suo solito intercalare romano, continua a cantare l’amore, la vita e la speranza per il domani; ma stavolta lo fa in un modo diverso, con un po’ di saudagi dentro.
Quest’ultimo album è stato molto influenzato dai suoni, colori e voci di una terra fantastica come il Brasile con il quale il cantautore romano ha saputo accostare la sua poesia e suoi ritmi folk.
Tanto lo splendido connubio ottenuto nel disco, ha voluto omaggiare nella tappa dell’amata Roma, il Brasile con un evento intitolato Roma-Rio al quale hanno partecipato 9000 persone.

In tutto il tour è prevista una partecipazione di circa 16.000 persone, e come non potevamo essere presenti ad una delle sue date. Ieri sera c’eravamo anche noi di Social Artist. Di seguito un emozionante racconto di tutta la serata.

Recensione Live

Villa Franca (VR), 9 Luglio 2017
Alle 18.00, sotto qualche nuvola e goccia di pioggia, gli spettatori di questa tappa del Villafranca Summer Festival si accingono ad entrare. Fila, metal detector, controllo dei biglietti e poi pronti per accaparrarsi il posto più vicino al palco!
Fin dai primi minuti dall’apertura dei cancelli si respira un clima diverso. Un clima di condivisione quasi come in una grade famiglia allargata. È tutto molto differente da quello che siamo abituati a vedere ai concerti POP.

Un asciugamano sulle spalle, un paio di ciabatte e qualcosa di comodo addosso per poter ballare meglio sulle note dei brani che eseguirà Mannarino di lì a poco sul palco. Il pubblico è diverso. Non è possibile incasellarlo in fascia di età precisa. L’eterogeneità la fa da padrone: dai bambini di 8, ai nuovi giovani (permettete l’allusione, dopo una certa non si dice l’età), fino ai millennials.

A riprova della sua splendida musica il Mannarino Conquistatore, abbraccia tutti!

Tante storie sono stese su quel prato e tra le altre ci ha colpito in particola un racconto. Un padre, i suoi figli, il primo concerto per loro con tanto di maglietta “Questo è il mio primo concerto”; e l’affermazione di quell’adulto “Sa, devo crescerli bene fin da bambini!”, ci strappa un sorriso pieno di gioia.

Il tempo passa tra bicchieri di birra e qualche sigaretta, arrivano le 21.45 ed inizia il live! Il pubblico si alza dalle stuoie fino ad allora riversate a terra. Iniziano gli applausi a incitare l’uscita, il cantautore a fare il suo ingresso sul palco. Due minuti di giochi di luci e la sua bandiera… così comincia il concerto di Mannarino al Villafranca Summer Festival! Al via con Roma, brano apripista dell’album Apriti Cielo certificato oro da FIMI, un tripudio di applausi e cori da parte dei 1500 spettatori presenti.

Lo spettacolo prosegue, i giochi di luci continuano e accompagnano Mannarino nell’intrattenere il pubblico durante tutta la serata. Le prime sei canzoni sono una divenire, senza bisogno di intermezzi, di parlato tra una canzone e l’altra, non ci sono momenti morti; è un susseguirsi di brani molto ben realizzati anche sotto l’aspetto strumentale che accompagnano, alternando pezzi più lenti, a pezzi più esplosivi da ballare.

Altro particolare della serata l’attaccamento del pubblico verso l’artista. Un amore vero, spassionato, dimostrato dalla conoscenza dettagliata di qualsiasi parola dei suoi brani. Sapete, a volete ci si ritrova in alcuni concerti senza neanche saperlo, ma questo non è uno di quelli. È assolutamente uno spettacolo al quale assistere, anche se non si conosce il repertorio. Voi vi chiederete: perché?

Perché Mannarino è un artista completo in grado di intrattenere 1500 persone calcando il palco in un modo diverso, quasi divorandolo.
Solo vedendolo dal vivo si può realmente capire l’eterogeneità del suo pubblico: lui tocca corde che altri neanche hanno.