Recensione del nuovo album di Samuel, Il codice della bellezza

Il codice della bellezza, così ha intitolato il suo primo album da solista l’ex frontman dei Subsonica.
Il codice della bellezza, così ha intitolato il suo primo album da solista l’ex frontman dei Subsonica.
Samuel, cantautore fantastico, con l’aiuto di Lorenzo Cherubini  e Michele Canova Iorfida (affermato produttore musicale) propone, oltre a nuovi sound, il suo elettro-pop appena lasciato, in modo da non sconvolgere molto i suoi fan.
Proprio per non destabilizzare i suoi più affezionati seguaci, notiamo che le prime canzoni, proposte come singoli estratti da questo album, sono proprio quelle più simile allo stile dei Subsonica: Rabbia, La risposta e il terzo singolo,  presentato proprio al 67° Festiva della canzone italiana, Vedrai.
La musicalità è molto essenziale e netta in questi tre brani, ma le parole no; sono molto intense, parlano dei sentimenti che scaturiscono da un rapporto: la rabbia, il cercare  di crescere insieme, la difficoltà di capirsi, riuscire a superare le paure, cercare risposte, benedire quel dolore che  è stato causato da tanto amore.
Al contrario, negli altri brani si denota un vero e proprio cambiamento di stile, una sorta di alternative-pop.  A sostenere questo  change c’è Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti che oltre ad una collaborazione nei testi e nelle musiche di cinque brani, canta con un feat nella canzone Volevo un’anima.
Per quel che concerne i successivi pezzi musicali, noi di Social Artist crediamo che uno dei  più belli sia Dea. Oltre allo splendido ritmo parla di un amore travolgente, il trasporto, la sensualità, la voglia di staccarsi contrapposta  al desiderio di restare.
Samuel, in questo album, racconta la bellezza di una generazione, il dono dell’eleganza, la sensibilità, l’ironia che fanno parte del sistema interiore della più grande fonte d’ispirazione, in altre parole l’ESSERE UMANI. 
A quest’album diamo un bell’ 8.