It seemed to be the end until the next beginning.

Ritorno al passato, ritorno al futuro.
La dicotomia che caratterizza le passerelle europee della Moda Maschile per l’autunno inverno 2017/2018 gioca sul ruolo dell’uomo moderno.
Lanvin a Parigi e Zegna a Milano sognano una figura mascolina vestita della sua ritrovata eleganza: colori scuri stemperati dalla morbidezza dei tessuti e completi senza fronzoli, giacche dal taglio squadrato e dal gusto classico.
Non potrebbero essere più agli antipodi Carol Lim e Humberto Leon, direttori creativi di Kenzo: con la loro decisone di unire la passerella maschile a quella femminile inaugurano una stagione che vede protagonista l’uomo vestito di tinte melange e print animalier, con maglioni lunghi e scivolati e stampe a quadri presenti in ogni forma e colore.
I disegni geometrici caratterizzano anche la collezione di Marni, che compie l’estremo tentativo di riportare in auge una bellezza bohemien: le figure esili, strette in vita da grandi cinture di pelle, indossano colori sgargianti, pellicce, camicie dalle maniche arrotolate e sciarpe poggiate sul collo con una disinvoltura tutta apparente. Un dandy moderno che sembra vivere ancora nell’illusione del trickle down, lontano dallo street style ribelle presentato da Palm Angels.
Anche Kim Jones si ispira alla strada e per la collezione maschile Louis Vuitton collabora con Supreme, declinando il celebre monogramma in chiave urban: catene sui jeans, giacche e cappelli da giocatori di baseball, il rosso fuoco che sostituisce lo storico marrone della Maison.
E se l’uomo di Marras è vestito da colonizzatore o da eroe napoleonico, Jeremy Scott disegna per Moschino un’avant couture pre-apocalittica, fatta di stampe spaziali e tessuti mimetici a fiori.
Un vero e proprio campo di battaglia dove, per ora, l’unico sconfitto sembra essere lo zaino: le passerelle decretano all’unanimità il suo tramonto a favore di cartelle e borse a mano, rigorosamente in pelle.
Ma la moda, si sa, non è fatta solo di bianco e nero.
Ad amalgamare realtà apparentemente inconciliabili ci pensano Armani e Piccioli.
Re Giorgio propone dettagli in pelliccia, sciarpe morbide e scintillanti velluti, il direttore creativo -da adesso in solitaria- di Valentino racconta di un uomo serenamente in contatto con il proprio lato femminile: immaginano un protagonista che non rinunci ai capi classici e squadrati del proprio guardaroba ma che li declini in tinte pastello.

“La moda torna all’uomo ed essere uomo non è poi così di moda”.